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Aydan Özoğuz: "In Germania gli estremisti reclutano i giovani che faticano a trovare il proprio posto nella società"

Pegida, acronimo di Patriotische Europäer Gegen die Islamisierung des Abendlandes è un movimento nato sui social media in Germania per volontà di un

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Aydan Özoğuz: "In Germania gli estremisti reclutano i giovani che faticano a trovare il proprio posto nella società"

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Pegida, acronimo di Patriotische Europäer Gegen die Islamisierung des Abendlandes è un movimento nato sui social media in Germania per volontà di un piccolo commerciante di Dresda, Lutz Bachmann, dimessosi lo scorso 21 gennaio (dopo che Die Bild aveva pubblicato una sua foto con baffi e taglio di capelli identici a quelli Hitler). Nel suo programma Pegida fa aperto riferimento all’identità nazionale ed europea, alla lotta all’immigrazione irregolare e all’islamizzazione che le comunità straniere, soprattutto quella turca (decisamente numerosa in Germania), starebbero portando avanti. L’integrazione culturale, di cui il governo di Berlino si è sempre fatto vanto, non appare così riuscita.

Gizem Adal, euronews:
“Siamo con Aydan Özoğuz, sottosegretario con delega all’Immigrazione, Rifugiati e Integrazione del governo tedesco. Benvenuta. Lei è preoccupata del movimento anti islamista Pegida, delle loro manifestazioni e dell’interesse
crescente verso questo gruppo?”

Aydan Özoğuz, sottosegretario con delega all’Immigrazione,Rifugiati
e Integrazione del governo tedesco:
“La scorsa settimana il numero è diminuito. Questa settimana abbiamo visto una diminuzione”.

euronews:
“Questo grazie alle dimissioni di Lutz Bachmann?”

Aydan Özoğuz:
“Non possiamo stabilire con certezza se sia legato a queste dimissioni. Sappiamo però che il numero di manifestazioni contro Pegida è aumentato e molte più persone rispetto a quelle di questo movimento, sono scese in strada. Forse sono state influenzate quando hanno saputo di queste dimissioni. Non lo sappiamo ma quel che è certo è che il loro numero è calato. E questo è un bene. In molte città le persone stanno manifestando contro di loro. Il numero di persone che dicono: ‘vogliamo il pluralismo, vogliamo queste persone, stiamo insieme ai nostri vicini’ è molto elevato. Dicono ‘non vogliamo che questa società venga distrutta, vogliamo vivere insieme, in pace’ E questo ci rende felici”.

euronews:
“Perché Pegida, questo movimento anti islamista, è diventato così popolare in Germania? La preoccupazione principale è davvero l’Islam o ci sono anche preoccupazioni economiche?”

Aydan Özoğuz: “Ci sono più cose insieme e forse è questo il maggior problema. Da un lato c‘è un gruppo ben organizzato che potrebbe anche essere nazista. Intendo: composto da gente di estrema destra. Ma molti altri si sono uniti dopo dicendo ‘ sì, ho paura, dopo quello che è successo in Francia, una donna che indossa il velo mi spaventa’ oppure ‘non mi piace’. Tutto questo esiste. Al tempo stesso, nei forum, leggiamo cose come ‘il mio stipendio non è sufficiente’ oppure ‘sono disoccupato e il sussidio non basta’.
Ma forse c‘è una terza cosa. La Germania dell’est ancora non fa parte di quella dell’ovest. Anche se non lo si può affermare nella totalità perché anche nell’est ci sono persone che sono contro Pegida. Quel che è certo è che non tutti i cittadini dell’est sono xenofobi, e lo dico per non essere fraintesa. Tuttavia il numero di persone che non giudicano positivamente la democrazia è molto alto: nella sola città di Dresda, oltre 20 mila persone hanno dimostrato in favore di Pegida. C‘è un dato positivo ed è che non avrebbero potuto manifestare in un’altra città tedesca. Sono arrivati da tutta la Germania ed erano solo 20/25 mila. Non ci sono musulmani a Dresda, là non ci sono islamici”.

euronews:
“Ci sono più di 4 milioni di musulmani che vivono in questo Paese. Molti immigranti, arrivati in Germania negli anni Sessanta come operai, ora sono datori di lavoro. Queste persone hanno portato benefici alla Germania. Cos’ha fatto il governo tedesco contro questo movimento, contro Pegida?”

Aydan Özoğuz:
“Come governo tedesco, stiamo certamente seguendo tutto. Per noi la cosa più importante, e tutta la società la pensa così, è che ognuno possa essere libero di manifestare le proprie idee per le strade. Certo, per le idee radicali è diverso. Ma chiunque ha il diritto di dire ‘sì, ho paura di questo’ e di certo chiunque può dire ‘non mi piacciono i musulmani’. Ma questo non significa che io possa provocare timore, o che possa perseguitare i musulmani o danneggiarli. Noi stiamo seguendo la questione. Dobbiamo distinguere tra chi nella società dice di aver paura, dalle organizzazioni di estrema destra o populiste. Possiamo ottenere questo soltanto parlando e stando assieme”.

euronews:
“In Europa l’aumento di salafiti rappresenta una seria minaccia. Secondo le cifre ufficiali, in Germania vivono circa settemila salafiti. I più giovani sembrano
subire un lavaggio del cervello tramite i social media. Quale misure verranno adottate dal suo ministero, dal governo tedesco per affrontare questa emergenza?”

Aydan Özoğuz:
‘‘Sono questi movimenti che si indirizzano ai giovani…”

euronews:
“I giovani si affiliano a queste organizzazioni che li reclutano uno per uno”.

Aydan Özoğuz:
“O arrivano. La cosa peggiore è che arrivano e promettono a questi giovani una vita migliore. Arrivano e dicono: ‘se non puoi integrarti in questa società…’ ed è la situazione che troviamo in Germania. Per esempio, in altri Paesi gli sono universitari ad aderire a queste organizzazioni. Ma questo non accade in Germania. Qui gli estremisti si focalizzano per lo più su giovani che non vanno bene a scuola, che non riescono a trovare il loro posto nella società. Il che significa due cose: che dobbiamo intensificare la nostra politica di integrazione e che dobbiamo focalizzarci sulla loro riuscita scolastica. Dobbiamo guidare questi giovani e lo stiamo facendo. Negli ultimi anni abbiamo ottenuto importanti successi. Tuttavia molti di loro pensano: ‘tutti mi devono ascoltare, voglio far parte di un’organizzazione grande e forte’. Le faccio un esempio: dai racconti di qualcuno che è tornato dalla jiahad è emerso che quel che volevano era sentirsi parte di un’orgnizzazione per una volta nella vita. Il che significa che sono giovani che non si percepiscono come abbastanza forti. Credo che dobbiamo star più vicino a loro e ai loro genitori”.

euronews:
“Di certo con i loro genitori e con le scuole. Qui stiamo parlando di circa 500 giovani di cui 200/300 sono tornati. Anche se queste sono stime…”

Aydan Özoğuz:
‘‘Alcuni di loro sono morti”.

euronews:
“Alcuni di loro sono morti ma queste sono stime. La maggior parte di questi salafiti sono cittadini tedeschi. Quali misure avete preso dopo il loro ritorno?”

Aydan Özoğuz:
“Abbiamo parlato con tutti e facciamo attenzione a ciò che fanno, a chi incontrano e a che tipo di mentalità hanno”.

euronews:
“Ma non avete ritirato loro il passaporto, giusto?”.

Aydan Özoğuz:
“Lo stiamo facendo adesso. D’ora in avanti non potranno più uscire dall’Europa.
Almeno non legalmente. È un segnale che diamo loro. Quelli che vogliono partire possono farlo in modi diversi ma non torneranno qui facilmente. Dobbiamo dimostrare che la cultura delle persone non è una discriminante, che la religione non lo è ma se uccidono altre persone, non possono far parte di questa società. La società deve opporsi e dire ‘non vogliamo questo tipo di persone. Con quale diritto uccidi? Sei davvero un buon musulmano se agisci così? Dobbiamo fare in modo che tutto questo venga detto in modo più diretto e forse anche un po’ più aggressivo”.