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Ucraina, scambio di prigionieri tra Kyev e i ribelli

Visto dalle trincee dei ribelli filorussi, il conflitto con l’esercito di Kiev assomiglia ad una vera e propria guerra. Che però si combatte nelle

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Ucraina, scambio di prigionieri tra Kyev e i ribelli

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Visto dalle trincee dei ribelli filorussi, il conflitto con l’esercito di Kiev assomiglia ad una vera e propria guerra. Che però si combatte nelle città: in meno di una settimana si contano 31 morti a Mariupol, e 16 a Lugansk. Le vittime sono in maggioranza civili, e un ribelle prova a spiegarne il perché:

“Le nostre posizioni sono difese molto bene, e cerchiamo di proteggerci anche noi. Gli ucraini non possono fare niente contro di noi. Per questo se la prendono con i civili”.

In questo clima appare come un gesto puramente simbolico lo scambio di prigionieri tra Kyev e i ribelli, il primo dell’anno da poco cominciato, che si è svolto vicino alla linea di demarcazione.

Tra Khuratova e Marinka, a pochi passi dalla terra-di-nessuno due soldati, di cui uno ferito, hanno fatto ritorno ai loro campi di appartenenza.

L’operazione è stata coordinata dai servizi di sicurezza ucraini.

“La cosa più importante per noi è l’implementazione degli accordi di Minsk. In ogni caso ci sono molte persone ancora prigioniere, e noi vogliamo fare tutto il possibile per salvarle”.

Dall’inizio del conflitto, nello scorso aprile, si stima siano morte più di 5000 persone mentre oltre 900.000 persone hanno dovuto lasciare le poprie case.