ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

Porto del Pireo, Stathakis: rispetteremo gli accordi stretti dal vecchio governo

Lettura in corso:

Porto del Pireo, Stathakis: rispetteremo gli accordi stretti dal vecchio governo

Dimensioni di testo Aa Aa

Collaborazione sì, privatizzazione no. Il nuovo governo greco targato Tsipras conferma lo stop alla cessione del 67% del Porto del Pireo in mani private. Ma, se il passaggio di proprietà è congelato, il ministro per l’Economia sottolinea: non rinegozieremo l’accordo stretto a dicembre da Antonis Samaras per la gestione di due nuovi terminal da parte del gruppo cinese Cosco.

“Rispetteremo gli accordi presi dal precedente governo. Lo dico chiaramente”, dice ai microfoni di Euronews Giorgos Stathakis. “Abbiamo una relazione molto stretta con la Cina e le cose andranno avanti in modo chiaro, in una direzione favorevole alla prosecuzione di tutta una serie di iniziative che hanno fatto partire”, aggiunge.

Sette anni fa Cosco aveva vinto l’appalto per l’espansione del secondo e del terzo terminal container, reinaugurati nel 2013 alla presenza dell’ex premier e del presidente del gruppo. La successiva privatizzazione era uno dei pilastri del piano di tagli richiesto dalla troika ad Atene.

Mercoledì il passo indietro del nuovo esecutivo ha provocato la protesta di Pechino, dato che Cosco era in pole position per l’acquisto. Uno schiaffo ai creditori internazionali, che, inoltre, apre un secondo fronte con la Cina, tra i primi Paesi ad investire in Grecia in questi anni.

“La prima fase della privatizzazione del porto del Pireo è stata una delle pochissime storie di successo che lo Stato greco ha potuto presentare su questo fronte”, spiega la corrispondente di Euronews Symela Touchtidou. “Da quanto è cominciata, nel 2008, il movimento di container commerciali dal porto del Pireo è salito del 130%. Ma ora le relazioni tra il nuovo governo greco e gli investitori cinesi sono appese a un filo”, conclude.