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Israele-Libano: Hezbollah, non vogliamo una spirale di violenza


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Israele-Libano: Hezbollah, non vogliamo una spirale di violenza

Hezbollah non vuole un’escalation della violenza: Israele ha fatto sapere di aver ricevuto questo messaggio dal partito sciita attraverso l’Onu. Ieri l’esercito di Tel Aviv aveva lanciato colpi d’artiglieria e poi bombardato il sud del Libano in risposta al lancio di razzi da parte di Hezbollah.

Un soldato della forza di interposizione dell’Onu ha perso la vita, a causa dell’attacco israeliano, ha confermato il ministro degli Esteri spagnolo e anche l’ambasciatore spagnolo all’Onu, interrogato dai giornalisti. Roman Oyarzun Marchesi: “Ho detto chiaramente che è stato a causa dell’escalation di violenza e i colpi sono arrivati dal lato israeliano”.

All’indomani degli scontri, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha accusato l’Iran di essere responsabile dell’attacco contro un veicolo dell’esercito israeliano nel quale sono morti due militari. “Da tempo Teheran tenta di creare, attraverso Hezbollah, un altro fronte terroristico contro di noi, sulle Alture del Golan”, ha detto Netanyahu.

L’attacco di Hezbollah è stato compiuto come rappresaglia per il raid aereo israeliano che il 18 gennaio ha provocato la morte di sei membri del “partito di Dio” e di un generale delle Guardie rivoluzionarie iraniane.

Gli scontri di mercoledì alla frontiera sono stati i più gravi dal conflitto del 2006.Comunque nessuna delle due parti – dicono gli analisti – è interessata ad aggravare la situazione alla frontiera. Hezbollah è impegnato in Siria al fianco del regime di Bashar Al Assad contro i ribelli e Israele vuole evitare il conflitto visto che manca poco alle elezioni del 17 marzo.

Mercoledì l’Unifil aveva esortato Israele e Hezbollah alla calma e l’Alto rappresentante per la Politica estera dell’Ue, Federica Mogherini, aveva chiesto “la cessazione immediata delle ostilità”.

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