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Germania, inflazione negativa ma brilla il mercato del lavoro

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Germania, inflazione negativa ma brilla il mercato del lavoro

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Non basta un’economia solida per difendersi da un calo dei prezzi generalizzato. La conferma arriva dalla locomotiva della zona euro, la Germania, che registra nello stesso giorno due record molto diversi tra loro.

A gennaio l’inflazione è scesa in territorio negativo per la prima volta dal 2009: rispetto all’anno scorso i prezzi al consumo sono calati dello 0,5%, zavorrati dal costo del greggio. Si tratta di dati armonizzati a livello europeo, il che mette Berlino sullo stesso piano di numerosi Paesi del blocco tra cui l’Italia.

Ma per gli esperti è presto per parlare di “deflazione” vera e propria, la quale presuppone un calo dei consumi. Questi ultimi sono stati al contrario la colonna portante della crescita di quest’anno, grazie ad un tasso di disoccupazione, ed ecco il record positivo, sceso ai minimi dai tempi della riunificazione, il 6,5%.

“Abbiamo buoni motivi per essere ottimisti riguardo al mercato del lavoro di quest’anno”, dice il capo dell’agenzia federale per l’impiego Frank-Jurgen Weise. “La crescita economica, di cui possiamo parlare già oggi, è benefica per il nuovo salario minimo, regole di transizione e casi di eccezione inclusi, perché fa sì che esso non rappresenti una minaccia per il mercato del lavoro”, aggiunge.

Introdotto a partire dal primo di gennaio, il nuovo salario minimo di 8 euro e mezzo l’ora spingerà i consumi, secondo il ministro delle finanze Gabriel. Ma gli economisti non escludono che possa fiaccare un mercato del lavoro oggi in grande forma.