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Prima pro-russi, ora pro-Kiev. Gli ucraini di Kramatorsk si ricredono sulla ribellione.

Se l’Ucraina è ormai divisa, c‘è chi fra gli ucraini divorzia per divergenze d’opinione. È quello che è successo a Lyudmila, la proprietaria di un

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Prima pro-russi, ora pro-Kiev. Gli ucraini di Kramatorsk si ricredono sulla ribellione.

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Se l’Ucraina è ormai divisa, c‘è chi fra gli ucraini divorzia per divergenze d’opinione.

Point of view

Ci dicevano che la Repubblica Popolare di Donetsk avrebbe portato cambiamenti positivi, che il governo non era legittimo, che mentre con il governo ucraino davamo troppi soldi allo Stato, con loro i soldi sarebbero rimasti qui

È quello che è successo a Lyudmila, la proprietaria di un coffee shop a Kramatorsk, città conquistata dai ribelli pro-russi in aprile, e ripresa dall’esercito ucraino a luglio.

“Durante l’occupazione – racconta Lyudmila – venivamo bombardati e c’erano uomini armati nelle strade, i civili pacifici stavano abbandonando la città, e anche le imprese se ne stavano andando, non c’era niente da fare qui, abbiamo dovuto chiudere, e non potendo guadagnarci da vivere ce ne siamo dovuti andare”.

Il suo ex marito all’epoca era a favore dei ribelli. E sarebbe questo ad aver causato la separazione. Ma poi ha cambiato idea.

“Ci dicevano che la Repubblica Popolare di Donetsk avrebbe portato cambiamenti positivi – si giustifica Denis -, che il governo non era legittimo, che mentre con il governo ucraino davamo troppi soldi allo Stato, con loro i soldi sarebbero rimasti qui”.

Non è il solo ad essersi ricreduto, dice il nostro corrispondente Sergio Cantone: “La bilancia ora sembra pendere a favore di un consenso nei confronti dell’Ucraina e di Kiev, anche se resistono alcune sacche critiche nei confronti dell’attuale governo ucraino”.

Diversa la situazione a Donetsk. Intorno alla città in mano ai ribelli proseguono i combattimenti.

Un residente accusa il governo di Kiev di aver abbandonato la città: “La situazione umanitaria è molto grave, una catastrofe, direi. L’Ucraina non lascia passare medicine, né cibo, nulla. Ecco perché devo dire che ormai solo la Russia ci sta aiutando”.

Kiev sostiene che i ribelli siano affiancati da 9 mila soldati russi. Mosca nega, senza però prendere le distanze dalla causa dei separatisti.