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Auschwitz, i sopravvissuti: ''Siamo la prova vivente dell'orrore''

Sono passati 70 anni da quando le forze sovietiche liberarono il più grande campo di sterminio nazista di Auschwitz. Ma per i sopravvissuti il

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Auschwitz, i sopravvissuti: ''Siamo la prova vivente dell'orrore''

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Sono passati 70 anni da quando le forze sovietiche liberarono il più grande campo di sterminio nazista di Auschwitz. Ma per i sopravvissuti il ricordo dell’orrore è indelebile. Testimoniano le loro sofferenze perché nessuno dimentichi questa drammatica pagina di storia, contro le pericolose campagne negazioniste.

‘‘Sono qui per raccontare al mondo intero quello che è successo. Sono abbastanza forte, sento di aver vinto perché sono ancora vivo’‘, racconta un sopravvissuto arrivato dal Canada.

‘‘Cercano le prove, noi siamo le prove viventi: io e mio figlio, tutti quelli che sono qui. Nessuna menzogna, le persone venivano uccise come se non valessero nulla. Venivano bruciate e l’odore qui era insopportabile’‘, dice un altro arrivato dagli Stati Uniti.

In meno di cinque anni ad Auschwitz morì oltre un milione di persone. Quel 27 gennaio del 1945 erano vivi sono 7mila rispetto ai 4 milioni imprigionati.

Una commemorazione ufficiale ci sarà davanti alla “Porta della morte” di Auschwitz alla presenza dei sopravvissuti, dalla presidente della Repubblica polacca Bronisław Komorowski e delle delegazioni e rappresentanti dei principali Paesi europei.