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Russia sotto i riflettori a Davos. L'olandese Rutte: No ad allentare le sanzioni

Le difficoltà finanziarie della Russia sono tra i temi più dibattuti al Forum economico di Davos. Carlos Chosn, presidente di Renault-Nissan, il

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Russia sotto i riflettori a Davos. L'olandese Rutte: No ad allentare le sanzioni

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Le difficoltà finanziarie della Russia sono tra i temi più dibattuti al Forum economico di Davos.

Carlos Chosn, presidente di Renault-Nissan, il gruppo che controlla il primo produttore automobilistico russo Avtovaz, si attende a una contrazione del mercato locale pari al 20 per cento. Il motivo – spiega – è che “i russi vendono le auto in rubli ma importano alcuni dei componenti pagandoli in euro o in yen”.

Il crollo dei prezzi del petrolio e le sanzioni internazionali hanno scosso la fiducia degli investitori nell’economia russa, affossando il rublo. Tuttavia, secondo Zhu Min, numero due del Fondo monetario internazionale, la crisi potrebbe innescare cambiamenti positivi.

“Il basso prezzo del petrolio e le varie pressioni sono un’opportunità per le riforme – spiega – E’ essenziale che la Russia vari una serie di misure per ridurre la propria vulnerabilità: nel suo interesse e nell’interesse del resto del mondo”.

Secondo l’Fmi, l’economia russa è ancora troppo dipendente dall’export di petrolio e gas naturale. Solo diversificando le proprie entrate, potrà affrancarsi dalle fluttuazioni dei corsi del greggio.

Al Forum economico mondiale di Davos, euronews ha intervistato il premier dei Paesi Bassi, Mark Rutte.

Isabelle Kumar, euronews: “Mark Rutte, molte grazie per essere con noi su euronews. Sono passati sei mesi dal tragico abbattimento del volo della Malaysia Airlines per il quale le accuse ricadono sui separatisti filo-russi. L’emozione è ancora forte nei Paesi Bassi quando si parla di Russia?”

Mark Rutte, Primo ministro dei Paesi Bassi: “Questo terribile incidente ha scatenato sentimenti molto forti. Il mondo ha chiesto ai Paesi Bassi di condurre un’indagine indipendente e mi aspetto dei risultati nel corso di quest’anno. Questo significa che non posso fare alcuna supposizione su chi possa essere stato, chi c‘è dietro tutto questo. So che ci sono molte teorie in giro, ma devo mantenere un riserbo assoluto su questo”.

euronews: “Per quanto riguarda le sanzioni di Unione europea e Stati Uniti contro la Russia. La maggiore preoccupazione è che possano pesare anche sull’economia europea. Pensa che sia giusto mantenerle?”

Mark Rutte: “Assolutamente sì. Le sanzioni non sono state attuate a causa della tragedia del volo MH17, sono state messe in atto a causa delle crisi in Crimea e in Ucraina orientale. E la situazione è solo peggiorata e ancora oggi, a quanto pare – non ci sono conferme ufficiali – sembra che i russi siano sempre più invischiati nella guerra in Ucraina dell’est. Quindi credo che le sanzioni debbano restare”.

euronews: “E l’aumento di queste sanzioni?”

Mark Rutte: “La questione non è sul tavolo in questo momento. Attendiamo gli eventi. Se la situazione dovesse peggiorare ulteriormente senza dubbio, ma al momento dobbiamo andare avanti con le sanzioni attuali”.

euronews: “Voi avete anche degli stretti legami energetici con la Russia. Questo è un motivo di preoccupazione nei Paesi Bassi?”

Mark Rutte: “Io penso, e questa riflessione è precedente a questi ultimi fatti, che se un Paese comincia ad interferire nelle questioni di un altro Paese, noi – essendo l’Unione europea basata sulla libertà, sul libero scambio e sulla libertà di parola – non possiamo accettarlo. E logico che nei confronti di un Paese come questo, che interferisce negli affari di un altro Paese, siano applicate delle sanzioni. Certo, queste hanno anche un effetto sull’economia europea, ma in questo momento particolare e per come sono state concepite, stanno danneggiando l’economia russa”.

euronews: “Abbiamo visto il presidente ucraino Poroshenko affermare, qui in Svizzera, che ci sono 9.000 truppe russe nel suo Paese. Pensa che l’Europa si sia ritagliata un ruolo in questo conflitto. Stiamo manifestando la nostra leadership lì?”

Mark Rutte: “Certamente sì. L’accordo di Minsk e il processo di pace significano che l’Europa sta davvero avendo un ruolo di leadership in questa crisi”.

euronews: “Un’ultima domanda. Abbiamo assistito, poco prima del World Economic Forum, alla pubblicazione di un rapporto secondo cui i conflitti internazionali rappresentano la minaccia principale per la stabilità del mondo e quindi delle economie. Lei è d’accordo?”

Mark Rutte: “Condivido, è per lo meno una grave minaccia e potrebbe anche essere la minaccia più grave. Ci sono altre minacce, come l’emergenza clima. E il fatto che in molti Paesi le economie arrancano in termini di riforme, investimenti e controllo delle finanze pubbliche. Ma concordo sul fatto che la situazione attuale, a livello internazionale: il terrorismo, l’instabilità di alcune parti del mondo, rappresentino probabilmente la minaccia più grande”.