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Rivoluzione a Milano Moda Uomo

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Rivoluzione a Milano Moda Uomo

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A Milano Moda Uomo la sfilata Gucci è un gran colpo di spugna. Mai si era vista in una grande maison una tale volontà di segnare la rottura, di fare

A Milano Moda Uomo la sfilata Gucci è un gran colpo di spugna. Mai si era vista in una grande maison una tale volontà di segnare la rottura, di fare piazza pulita con l’eredità di Frida Giannini.
Finisce una bella storia di moda.

Marco Bizzarri, il cinquantenne nuovo patron di Gucci, ha chiesto al team stilistico di mandare in passerella una collezione epurata di una qualunque minima eco di Frida Giannini. Via il suo puntuale modo d’interpretare icone del passato con leccata accuratezza
e lussuosa modernità. E cosi’ è stato.

Dipingere una giacca come fosse un
quadro. È questo il nuovo su misura di Etro, con i capi che diventano tele disegnate da artiste comasche, quelle che Kean Etro, direttore creativo del menswear, conosce da sempre. Così i completi in velluto liscio o a coste orizzontali si riempiono di pennellate tono su tono. I modelli camminano lungo il corridoio di un freddo palazzo barocco, popolato da animali esotici.

La sera lo smoking si porta con lunghe sciarpe a pois e sotto una giacca piumino spolverata d’oro.

Nel 2015 Armani festeggia 40 anni di
attività.

I suoi giovanotti mandati in passerella a Milano hanno gli occhi truccati, sfoggiano un’aria un po’ misteriosa, pantaloni stretti al fondo e innervati da zip, caban e parka con pennellate artistiche e in testa calzano cappelli stile gendarmerie: la loro non è una divisa ma un atteggiamento di
carattere e l’effetto finale “è categorico, composto, controllato”. E per ottenerlo c‘è il
jersey.

Le nuove giacche sono sempre più leggere, sfoderate e completamente destrutturate.

Insomma una rivoluzine permanente ma a piccoli passi. Anche in casa Armani.