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Nigeria, i rifugiati raccontano: Boko Haram non sa governare zone occupate

In fuga da Boko Haram, hanno abbandonato tutto ciò che possedevano. In Nigeria, un milione e mezzo di persone, secondo le stime dell’Oxfam, non hanno

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Nigeria, i rifugiati raccontano: Boko Haram non sa governare zone occupate

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In fuga da Boko Haram, hanno abbandonato tutto ciò che possedevano. In Nigeria, un milione e mezzo di persone, secondo le stime dell’Oxfam, non hanno un tetto sulla testa: sono rifugiati nel loro stesso Paese.

Raccontano che nelle aree asservite dal gruppo estremista non c‘è alcuna legge né forma di autorità, se non la visione dell’Islam imposta dagli jihadisti.

“Molti di noi non hanno soldi, non hanno niente, non hanno un posto dove andare – dice Andrew Miyanda – Quando siamo stanchi, ci sediamo tra gli arbusti. Alcuni bambini sono morti tra quegli arbusti perché non avevano niente da mangiare, né farmaci da prendere. Alcune donne hanno partorito tra quegli arbusti”.

Boko Haram rivendica la creazione di un califfato islamico, proprio come ha fatto l’Isil in parti dell’Iraq e della Siria. Una versione smentita dal rappresentante del governatore di Adamawa, una delle tre regioni nigeriane sottoposte alla legge di emergenza allo scopo di contrastare l’insurrezione.

Il califfato – dice Phineas Elisha – “è solo frutto della loro immaginazione. Ciò che fanno è andare casa per casa a dire che quello è il loro Stato, ma non hanno niente da offrire, nessuna forma di governo. Da ciò che ci è stato riportato, l’unica loro iniziativa è stata quella di applicare la legge islamica nei confronti delle persone sorprese a saccheggiare”.

Boko Haram afferma di governare con la sharia un territorio di circa 30mila chilometri quadrati all’interno della Nigeria. Ma il conflitto si sta ripercuotendo su diversi Paesi confinanti.

Negli ultimi giorni, il flusso di rifugiati diretti in Ciad è ininterrotto. Secondo il governo di N’Djamena, 2.000 nigeriani hanno varcato la frontiera nella prima settimana di gennaio. Alcuni dicono di aver visto diversi soldati in fuga.

“Li abbiamo visti scappare e liberarsi delle loro uniformi, gettandole a terra – racconta Mahamat Al Khali, insegnante – A quel punto ci siamo detti che dovevamo andarcene: non possiamo combattere contro Boko Haram”.

Nel 2014, le vittime del gruppo jihadista sono state 10mila. A forza di massacri e sequestri, negli ultimi quattro anni Boko Haram è diventato la più grande minaccia alla stabilità della Nigeria.