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Grecia: sondaggi danno vittoria Syriza, Ue si prepara a dopo elezioni

Gli avvertimenti della Germania, questa volta potrebbero non essere sufficienti a fermare Syriza. Nelle terze elezioni in tre anni, il partito

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Grecia: sondaggi danno vittoria Syriza, Ue si prepara a dopo elezioni

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Gli avvertimenti della Germania, questa volta potrebbero non essere sufficienti a fermare Syriza. Nelle terze elezioni in tre anni, il partito anti-austerità greco resta in vantaggio nei sondaggi.

E mentre ad Atene e nel resto del Paese è partita la corsa agli sportelli bancari per prelevare i risparmi, Alexis Tsipras cerca di frenare la sua retorica anti-troika.

Il leader della sinistra ellenica ora afferma che non saranno prese decisioni unilaterali sugli obblighi della Grecia verso i suoi creditori, un segnale che un governo a guida Syriza non condurrà a un immediato default. Un cambio di strategia per raccogliere i voti dei tanti indecisi ed evitare un governo di coalizione.

Nuova Democrazia, dal canto suo, si affida ad Antonis Samaras. Se i sondaggi premiano Syriza, infatti, il gradimento si ribalta nello scontro fra i due leader, con il premier più popolare rispetto a Tsipras.

Il partito conservatore polarizza lo scontro, spostando la sfida nel campo delle decisioni irrevocabili.

“Gli elettori greci stanno per prendere una decisione molto importante – sostiene Dora Bakoyanni, candidata di Nuova Democrazia – o scegliere noi e rimanere all’interno di un programma di riforma economica che porterà il Paese fuori dalla crisi, o votare per Syriza e correre il rischio di condurre la Grecia in una disavventura dalle conseguenze imprevedibili”.

Syriza conserva, in tutti i sondaggi, un vantaggio di almeno tre punti. L’ipotesi di un governo monocolore dipende dal numero di partiti minori che entreranno o resteranno esclusi dal Parlamento.

“Quello che Syriza vorrebbe uscisse domenica dalle urne è un governo solido, con una maggioranza parlamentare chiara – dice Nikos Pappas, candidato di Syriza – Un governo che sia in grado di garantire la stabilità politica e che utilizzi il mandato popolare per combattere per un nuovo accordo economico con l’Europa”.

E mentre quel che resta dei socialisti del Pasok si dichiara disponibile ad un alleanza con Syriza, la vera sorpresa potrebbe essere rappresentanta da Potami, una formazione di centrosinistra, guidata da un girnalista televisivo, che è data attorno al 6%.

“Siamo pronti a collaborare con il partito che vincerà – spiega Dimitris Tsiodras, candidato di Potami – Se le scelta ricardrà su Syriza, faremo in modo che la Grecia non si allontani dal suo percorso europeo. Se a vincere sarà Nuova Democrazia lavoreremo per arginare l’ala di estrema destra e per fermare il nepotismo nel settore pubblico”.

Il giorno dopo le elezioni è in programma una riunione dell’Eurogruppo. La Grecia, qualsiasi governo avrà il 26 gennaio, dovrà ripartire dalle trattative con la troika.

“Il fatto che questa campagna elettorale, nonostante la situazione delicata in cui versa il Paese, è simile alla campagna del 2012, dimostra quanto siano stati minimi i progressi politici compiuti da allora – spiega l’analista politico Angelos Koveos – Il mio timore è che, dopo il 25 gennaio, la grave crisi economica possa trascinarsi dietro anche quella politica”.

“Queste sono sicuramente le elezioni più importanti nella storia moderna della Grecia – conclude il corrispondente di euronews ad Atene, Stamatis Giannisis – ll loro esito potrà preannunciare l’inizio di cambiamenti fondamentali nei modelli politici, economici e sociali del Paese”.