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Grecia, l'Fmi mette in guardia contro il taglio del debito chiesto da Syriza


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Grecia, l'Fmi mette in guardia contro il taglio del debito chiesto da Syriza

Da Dublino, capitale di un Paese emerso da una crisi del debito grazie agli aiuti internazionali, il Fondo monetario vibra una stoccata. Bersaglio di Christine Lagarde è la lontana Atene, dalla quale la sinistra di Syriza (data per vincente alle imminenti elezioni) chiede a gran voce una rinegoziazione del debito greco. I contratti, dice il numero uno dell’Fmi, vanno rispettati.

“C‘è un problema di credibilità sui mercati finanziari che deve essere messo in conto”, spiega. “Dal nostro punto di vista la Grecia si è presa degli impegni. Il Paese, per il bene suo e della sua ripresa economica, deve fare le riforme strutturali che le vengono chieste in modo urgente. E noi, ovviamente, ci auguriamo che rispetti i patti”.

Per Christine Lagarde l’unica via d’uscita dal debito è la crescita. Ma sono sempre di più gli esperti secondo cui il debito greco non è sostenibile a causa della situazione disastrata dell’economia.

“Sappiamo che la Grecia ha necessariamente bisogno di un ‘Piano Marshall’ per gli investimenti. Alla Grecia serve davvero una significativa svalutazione del suo debito. Il ruolo dell’Europa deve essere centrale, come lo fu nel processo riunificazione tedesca”, spiega Constantin Gurdgiev, professore di economia al Trinity College. “È il momento della verità – aggiunge – Più rimandiamo questo momento, più sarà doloroso non solo per la Grecia ma anche per il resto della zona euro”.

L’idea lanciata da Syriza è quella di una conferenza internazionale sulla falsariga di quella che, nel 1953, cancellò metà del debito della Germania ed estese le scadenze per la parte restante. Soluzione necessaria, secondo gli economisti del partito, per un Paese il cui debito ha raggiunto il 177% del Prodotto interno lordo.

Ogni storia può essere raccontata in molti modi: osserva le diverse prospettive dei giornalisti di Euronews nelle altre lingue.

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