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Franco svizzero sganciato dall'euro: chi ci guadagna e chi ci perde?

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Franco svizzero sganciato dall'euro: chi ci guadagna e chi ci perde?

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Il giorno dopo la decisione della Banca nazionale svizzera di sganciare il franco dall’euro, è già tempo di bilanci. I listini della Confederazione sono in rosso a causa del tonfo delle azioni delle aziende esportatrici. I cittadini di Ginevra e i frontalieri francesi, al contrario, festeggiano. Con il franco svizzero passato in poche ore da 1,20 alla sostanziale parità con l’euro, si sono riversati agli uffici di cambio per fare incetta di moneta unica da spendere nella vicina Francia, dove la vita costa meno.

“Per me è stata un’ottima notizia sotto ogni punto di vista: vacanze, shopping… Io faccio tanto shopping in Francia, è più economica della Svizzera”, dice un abitante di Ginevra. “Ed ora sarà persino più economica! Dobbiamo sfruttare questa opportunità”, conclude.

Diverso il clima che si respira a Varsavia. I sottoscrittori di prestiti in franchi svizzeri, molto diffusi in Polonia, si ritrovano con rate da pagare molto più alte. L’impatto dei prestiti deteriorati sui conti delle banche potrebbe diventare una bomba a orologeria in vista delle prossime elezioni parlamentari.

“I mutui in valuta estera presuppongono dei rischi”, commenta Marcin Krason, analista del mercato immobiliare. “Le 560 mila persone che si sono prese tali rischi lo hanno fatto volontariamente. Per qualche anno hanno pagato rate molto basse. Ora il vento è cambiato”, aggiunge amaramente.

Qualche partito, prima della tornata elettorale, potrebbe tentare la carta dello schema di protezione dei consumatori come quello visto in Ungheria.

A Budapest avevano già imparato la lezione durante la crisi, quando mutui in franchi svizzeri con tassi da sogno si trasformarono all’improvviso in un incubo. Una delle misure più popolari del premier Orban era stata proprio quella di imporre alle banche la riconversione dei prestiti. Il piano di novembre ha fissato il cambio a 256 fiorini per franco. Provvidenziale, visto il tonfo della valuta ungherese dopo la decisione della Banca nazionale svizzera.