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La Banca Nazionale Svizzera cancella il tetto nel cambio euro-franco

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La Banca Nazionale Svizzera cancella il tetto nel cambio euro-franco

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E meno male che, come dichiarato lunedì dal vicepresidente, il tetto nel cambio euro-franco era un “cardine” della sua politica monetaria.

Giovedì la Banca nazionale svizzera ha fatto dietrofront, cancellando il limite fissato a 1,20, pensato all’apice della crisi per impedire che la forza eccessiva del franco danneggiasse le esportazioni.

“Nel pianificare la politica monetaria – ha detto il presidente dell’istituto centrale elvetico Thomas Jordan – terremo conto della situazione nei tassi di cambio. E, se necessario, saremo attivi sul mercato dei cambi, per influenzare le condizioni del mercato monetario”.

L’onda d’urto sui mercati è stata pressoché istantanea: nei primi minuti di scambio il franco ha toccato gli 86 centesimi di euro, per poi riportarsi intorno alla parità.

“Sono molto sorpreso dell’abbandono, del momento scelto e del fatto che la banca centrale prenda tali rischi per la nostra economia”, commenta Christian Levrat del Partito socialista svizzero. “Se il franco e l’euro si stabilizzano sulla parità – un franco per un euro – decine di migliaia di posti di lavoro nelle industrie esportatrici saranno in pericolo”, conclude Levrat.

Col due terzi delle esportazioni dirette verso l’area euro, l’economia svizzera è ostaggio della propria moneta, da sempre considerata una valuta rifugio.

La Banca Nazionale Svizzera (che ha anche abbassato i tassi di interesse) non avrebbe però avuto scelta: con la moneta unica sempre più debole gli interventi per difendere il tetto, la vendita di franchi, l’avevano lasciata con le casse gonfie di euro.