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Charlie Hebdo, minacce in Belgio, proteste in Turchia e Pakistan

Lettere minatorie a edicolanti, indagini a Istanbul sul quotidiano che ha pubblicato le vignette, a Peshawar manifestazione per i fratelli Kouachi.

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Charlie Hebdo, minacce in Belgio, proteste in Turchia e Pakistan

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l nuovo numero di Charlie Hebdo è arrivato oggi nelle edicole belghe. Prima ancora, è giunta l’intimidazione.

Ad almeno quattro rivenditori sono state recapitate lettere minatorie. Come a questo di Jette, sobborgo di Bruxelles.

“Facciamo come sempre. Apriamo l’edicola come ogni giorno, vendiamo giornali. Abbiamo ricevuto tante richieste, ma abbiamo dovuto dire di no a tutti, perché abbiamo solo tre copie di Charlie Hebdo e ce lo hanno chiesto almeno in 100” ha detto l’edicolante.

Le autorità belghe hanno fatto sapere di prendere la minaccia “molto seriamente” e sono in corso indagini per risalire agli autori.

Anche a Istanbul non tutti sono Charlie. Migliaia di persone hanno protestato contro Cumhuriyet:http://it.euronews.com/2015/01/14/turchia-il-quotidiano-cumhuriyet-pubblica-le-vignette-di-charlie-su-maometto/, che aveva pubblicato alcune delle vignette del settimanale francese. La procura ha aperto un’inchiesta sul quotidiano.

“La nostra linea rossa – afferma una manifestante – è il profeta. L’Islam comprende l’adorazione dei profeti delle altre religioni. Ma queste vignette non sono in buona fede. Sono degli insulti, che vanno avanti da anni”.

Finisce nel dimenticatoio la stigmatizzazione all’attentato da parte del Pakistan. I parlamentari hanno condannato all’unanimità la nuova copertina di Charlie Hebdo.

A Peshawar c‘è stata addirittura una manifestazione a favore dei fratelli Kouachi. Qualcuno ha sottolineato che “gli insulti a Maometto sono passibili di condanna alla pena di morte”.