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Dieudonné in cella, indagato per "apologia del terrorismo"

Il controverso comico aveva scritto su facebook "mi sento Charlie Coulibaly".

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Dieudonné in cella, indagato per "apologia del terrorismo"

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Paradossi del sottile confine tra libertà di espressione e reato. Dieudonné sarà processato.

Queste sono le immagini dell’arresto del controverso comico francese,

Compiuto alle 7 del mattino di mercoledì per un messaggio sul suo profilo facebook, postato domenica sera e poi rimosso, nel quale affermava di sentirsi “Charlie Coulibaly”, mettendo assieme il settimanale satirico decimato dai fratelli Kouachi e il cognome dell’“uomo che ha ucciso quattro ebrei in un supermercato kosher”:http://it.euronews.com/2015/01/09/coulibaly-la-spalla-rimasta-in-citta-dei-fratelli-kouachi/ nell’est di Parigi.

“Dopo questa marcia storica (riferendosi a quella di Parigi che ha visto la partecipazione di circa 2 milioni di persone) ma che dico, leggendaria!
Istante magico uguale al Big Bang che creò l’Universo! …o in una misura inferiore (più locale), all’incoronazione di Vercingetorige, io me ne torno a casa. Sappiate che stasera, per quanto mi riguarda, io mi sento Charlie Coulibaly” le parole scritte dall’attore.

Dieudonné è dichiaratamente antisemita. Contro di lui aveva tuonato anche il primo ministro, Manuel Valls, queste le sue parole in parlamento: “che affronto vedere un habitué dell’odio tenere il suo spettacolo in sale affollate nel momento stesso in cui la nazione si è raccolta attorno a Port de Vincennes. Non possiamo tollerare una cosa del genere e che la giustizia sia impèlacabile verso questo predicatore dell’odio. Lo dico con forza qui, all’Assemblea nazionale”.

Gli spettacoli di Dieudonné, che sarà giudicato per “apologia del terrorismo” sono spesso stati censurati, è oggetto di continui controlli. Lui si sente perseguitato. “Vogliono farmi apparire un terrorista, ma io voglio solo far ridere, come Charlie Hebdo” ha affermato.

Sono già una cinquantina le procedure aperte in Francia per questo reato, dopo gli attentati della settimana scorsa, secondo quanto hanno affermato fonti giudiziarie.