ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

Arnaud Danjean, eurodeputato: "Schengen puo' essere gestito meglio, ma non è un colabrodo"

Il Parlamentare, specialista in questioni di difesa, dice no alla revisione delle regole di Schengen e spiega che non tutte le informazioni delicate possono essere condivise tra tutti gli stati membri

Lettura in corso:

Arnaud Danjean, eurodeputato: "Schengen puo' essere gestito meglio, ma non è un colabrodo"

Dimensioni di testo Aa Aa

La minaccia terroristica non è mai stata cosi’ forte ed estesa in Europa, dall’undici settembre 2001. Lo ha affermato il direttore di Europol. Come rafforzare e migliorare la strategia europea anti-terrorismo?

Gli strumenti di cooperazione sono molteplici. Europol, Eurojust, diverse banche dati, reti di esperti e di forze speciali, e poi strumenti come il mandato di arresto europeo, per agevolare le estradizioni. L’Europa è su tutti i fronti anche se con risorse modeste.

La questione della sicurezza europea è legata inevitabilmente allo spazio Schengen che riunisce 22 paesi dell’Unione europea piu’ stati l’Islanda, il Liechstenstein, la Norvegia e la Svizzera.

Spazio senza frontiere interne, Schengen ha tuttavia le sue regole, i controlli alle frontiere interne possono essere ristabiliti solo in via eccezionale, nel caso di minaccie alla sicurezza e all’ordine pubblico.

La sorveglianza si concentra soprattutto sulle frontiere esterne. Per rafforzare la sicurezza molti sostengono l’adozione del PNR, il Passenger Name Record, una banca dati sulle informazioni dei passeggeri aerei che entrano ed escono dal territorio europeo.

Un progetto bloccato al Parliamento europeo dalla sinistra e dai liberali in nome della protezione della privacy.

Abbiamo analizzato la strategia europea anti-terrorismo con Arnaud Danjean, deputato europeo di centro-destra, che ha a lungo presieduto la commissione per la sicurezza e la difesa del Parlamento europeo.

Audrey Tilve, euronews:
“Si parla molto di un registro europeo sui dati personali dei passeggeri aerei. E’ un progetto bloccato al Parlamento europeo dal 2011. Ma supponiamo che il registro esistesse. Come avrebbe impedito a dei terroristi francesi di colpire il proprio paese?”

Arnaud Danjean, europarlamentare francese di centro-destra:
“Si dice che uno di loro sarebbe andato in Yemen, un paese noto come paese a rischio. Questi viaggi lasciano delle tracce. La prenotazione di biglietti aerei lascia delle tracce. E i dati raccolti attraverso questo registro possono aiutare a definire percorsi, a ricostruire l’identità di personaggi sospetti, quindi non possiamo escludere che sarebbe stato utile. Questa banca dati non risolverà tutto come una bacchetta magica, ma è uno dei pochi strumenti a disposizione per raccogliere informazioni estremamente preziose sulle persone a rischio. “

Audrey Tilve, euronews:
“Alcuni governi e alcuni politici rimettono anche in discussione la libera circolazione all’interno dello spazio Schengen. Ci sono delle regole da correggere nello spazio Schengen? “

Arnaud Danjean, europarlamentare francese di centro-destra:
“Schengen non è uno colabrodo. Lo spazio Schengen offre anche la possibilità di effettuare controlli in condizioni specifiche ed offre anche la possibilità di consultare i dati raccolti dalle diverse polizie. Schengen ha certamente delle lacune, Schengen può essere migliorato. In particolare, i controlli alle frontiere esterne possono diventare sistematici anche per i cittadini che appartengono all’area Schengen, non è cosi’ al momento.
Si tratta di chiedere a certo numero di paesi di controllare meglio i flussi di persone a rischio in particolare tra la Turchia e l’Unione europea in quanto la maggior parte dei fondamentalisti che vanno in Siria e Iraq passano attraverso la Turchia. Questa frontiera deve essere meglio controllata.
Si dovrebbero adottare queste modifiche senza stravolgere completamente il sistema Schengen”.

Audrey Tilve, euronews:
“I paesi europei utilizzano bene il sistema d’informazione Schengen? E’ questa banca dati dove sono raccolte le segnalazioni. Sembra che sia poco utilizzata, almeno questo dice la Commissione europea “.

Arnaud Danjean, europarlamentare francese di centro-destra:
“Sì, è vero, è questo fa parte delle lacune esistenti. Abbiamo strumenti che non vengono utilizzati in tutte le loro potenzialita’. Schengen è un dispositivo molto piu’ complesso e molto piu’ completo della semplice possibilità di circolare senza controlli in Europa. Quindi io credo nella necessità di sfruttare al massimo quello che esiste prima di riflettere su nuovi strumenti che potrebbero rendere le cose piu’ complicate senza necessariamente portare piu’ efficienza e fluidità nella cooperazione, già molto intensta tra i servizi.

Audrey Tilve, euronews:
“Ma alla fine, tutto dipende principalmente dalla volontà di cooperazione tra Stati membri, che sono molto reticenti a condividere informazioni sensibili, soprattutto a 28. La cooperazione ha raggiunto i suoi limiti? “

Arnaud Danjean, europarlamentare francese di centro-destra:
“Mettere le informazioni sensibili in un forum a 28 significa perdere immediatamente la qualità delle informazioni riguardo alle sue fonti, al metodo di raccolta, non si puo’ fare tutto a 28. “

Audrey Tilve, euronews:
“Sta dicendo che non possiamo condividere informazioni sensibili
tra 28 stati?

Arnaud Danjean, europarlamentare francese di centro-destra:
“È possibile condividere alcune informazioni, ma probabilmente non le informazioni più delicate da un punto di vista operativo. E’ sbagliato credere che per essere efficaci dobbiamo condividire tutto a 28, passando attraverso Bruxelles. Si potrebbero creare rigidità burocratiche che alla fine finirebbero per nuocere alle esigenze operative sul campo.
Stiamo attenti a non cadere in idee troppo facili nel creare strutture supplementari per spingere gli stati a condividere, fanno già molto. Credo molto di piu’ nella necessità di armonizzare a livello europeo la legislazione anti-terrorismo, al momento ci sono 28 paesi, 28 leggi anti-terrorismo. Questo non facilita il lavoro della giustizia, ne’ quello della polizia. Lavorare in un quadro giuridico armonizzato, sarebbe invece una vera svolta. “