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Settore aeronautico: Airbus vince la gara degli ordini, Boeing quella delle consegne

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Settore aeronautico: Airbus vince la gara degli ordini, Boeing quella delle consegne

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Nel 2014 il derby dei cieli tra Airbus e Boeing ha fatto registrare un vero e proprio testa a testa.

Il produttore di aeroplani europeo, che ha da poco consegnato le chiavi del primo A350, prevede un decollo dei risultati negli anni a venire grazie al suo nuovo bimotore a fusoliera larga. Nel frattempo si gode il successo del più piccolo A320 e cerca di capire che fare del titanico A380.

A livello di ordinativi l’azienda di Tolosa è riuscita a strappare la corona alla rivale americana, aiutata da una super-commessa da 400 aerei a ridosso del Natale. In termini di consegne effettive, al contrario, è ancora una volta Boeing a volare più alto con quasi 100 aeromobili in più.

A questo punto, rimaniamo in attesa di vedere l’esito della partita dei risultati. Le azioni di Airbus sono in risalita dopo il tonfo di dicembre, quando l’azienda aveva annunciato un altro anno di utili piatti.

A trainare il settore, nel complesso, sono i cieli dell’Asia, che si sta affermando come hub dell’aviazione civile. Ma per alcuni analisti il rallentamento economico testimoniato dal calo del petrolio peserà sulla domanda.

Per approfondire la questione Antoine Juillard della redazione economica di Euronews ha parlato con Fabrice Brégier, direttore esecutivo di Airbus.

Antoine Juillard, euronews: “L’A350, l’ultimo nato di casa Airbus, sembra avere un futuro promettente. Quali sono le attese e le speranze di Airbus per questo velivolo a lungo raggio?”

Fabrice Brégier: “Abbiamo lanciato questo nuovo aeroplano in materiali compositi – in particolare tutta la fusoliera, la calotta, per renderlo più leggero e quindi consumare meno carburante – nel 2007. Sono stati otto anni di sforzi intensi per arrivare a consegnare il primo esemplare a Qatar Airways. E ora siamo in rampa di lancio. Abbiamo già 750 ordini da 40 clienti diversi. Con questo aereo vogliamo andare all’assalto di un mercato che oggi conta 6 mila aeroplani. Quindi, la questione è importantissima per l’avvenire a lungo termine di Airbus e di tutta la filiera aeronautica europea”.

euronews: “L’A350 potrebbe diventare facilmente la punta di diamante di Airbus, ruolo che, al contrario, l’A380 non può giocare a causa degli scarsi risultati di vendita. A tal proposito, Airbus ha preso una decisione sulla continuazione o meno della produzione dell’A380?”

Fabrice Brégier: “No. In realtà, per quel che riguarda l’A380, abbiamo consegnato 30 esemplari l’anno scorso. Un buon risultato, speriamo di continuare su tali ritmi in futuro. Oggi riceviamo feedback molto positivi da parte delle compagnie aeree clienti e dei loro passeggeri. Questo aereo offre un livello di comfort ineguagliabile e ricordiamoci che il mercato aeronautico raddoppia di dimensioni ogni 15 anni. Ciò significa che serviranno sempre più grossi aeroplani come l’A380, che quindi troverà la sua strada man mano che il mercato si allargherà. Ovviamente, in futuro dovremo studiarne delle evoluzioni, ma oggi questo non è all’ordine del giorno”.

euronews: “Può darci dei numeri, o quantomeno un’idea, di ciò che significa per Airbus il calo dell’euro?”

Fabrice Brégier: “Il calo dell’euro è estremamente importante per qualsiasi industria che esporta e noi esportiamo il 100%. Inoltre, abbiamo di fronte un concorrente, Boeing, che ha dei costi in dollari. È un effetto quasi immediato per le imprese più piccole, che non hanno in essere dei meccanismi di protezione contro la fluttuazione dei cambi. Noi ce li abbiamo e quindi siamo meno soggetti alle fluttuazioni in un senso o nell’altro. Ma, alla fine, possiamo dire che 10 centesimi di scarto tra l’euro e il dollaro sono un miliardo di euro in più o in meno per Airbus. Per cui, a lungo termine, la questione è effettivamente molto importante”.