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I mutamenti climatici mettono a repentaglio anche Machu Picchu

Siccità che provocano incendi o piogge violente che causano inondazioni. In ogni caso l'antica cittadella peruviana rischia di essere rovinata.

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I mutamenti climatici mettono a repentaglio anche Machu Picchu

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I cambiamenti climatici mettono a rischio anche paradisi pressoché incontaminati come Machu Picchu, la cittadella fortificata rimasta fino a oggi come fu costruita dagli Incas nel quindicesimo secolo.

Due scenari opposti, ma comunque devastanti si prospettano: estrema siccità e gli incendi che si sviluppano di conseguenza, o precipitazioni eccessive.

“A Machu Picchu, normalmente – spiega Marcos Pastor, consigliere tecnico per l’Agenzia nazionale per le aree protette (Sernanp) durante la stagione delle piogge cadono 2.000 millimetri di acqua, che è già molto. Immaginatevi due metri d’acqua. E immaginatevi se dovessero raddoppiare o triplicare. Tutto finirebbe sommerso dall’acqua”.

Qualche avvisaglia già c‘è stata. Come nel 2010, un’inondazione interruppe i collegamenti ferroviari con la vicina Cuzco e il governo peruviano dovette recuperare circa 4.000 turisti rimasti isolati sugli oltri 2.000 metri di altitudine della cittadella.

La popolazione indigena sostiene che i cambiamenti climatici stanno già avendo notevoli effetti sulla loro agricoltura di sussistenza.

“Non riusciamo a svolgere normalmente le nostre attività nemmeno di caccia e pesca” dice Quertehuari Dariquebe, membro della comunità Queros Wachiperi di Pilcopata.

“Non sappiamo – aggiunge – quando è estate e quando è inverno. C‘è sempre più pioggia. Nella comunità, di solito, si attende l’inizio dell’estate, che dura da aprile e novembre. Ma negli ultimi anni ci sono state solo piogge, che ci hanno impedito di coltivare normalmente”.

Il rischio che incombe su siti preziosi come Machu Picchu, che è patrimonio dell’umanità dell’Unesco, ha convinto il governo peruviano a prendere alcune iniziative di carattere ambientale.

Nel 2014 Lima ha creato l’Istituto dei ghiacciai e delle montagne, firmato la prima legge sulla “compensazione ambientale” e consolidato le strategie nazionali sul cambiamento climatico e la biodiversità.

A dicembre, la Capitale peruviana ha ospitato, inoltre, said the White House. Secondo l’accordo raggiunto, i governi nazionali dovranno presentare i piani per la riduzione delle emissioni di gas nocivi, per farne le basi di un accordo globale da raggiungere a Parigi, nel prossimo meeting.