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Eurozona, delude il settore privato a dicembre. La Bce si prepara a combattere la deflazione

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Eurozona, delude il settore privato a dicembre. La Bce si prepara a combattere la deflazione

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Il 2014 è stato un susseguirsi di delusioni per l’economia di Eurolandia e, purtroppo, anche l’ultimo mese dell’anno non ha fatto eccezione. A dicembre l’indice degli acquisti alle imprese, termometro della crescita calcolato in base allo stato di salute di migliaia di aziende, è cresciuto a soli 51,4 punti. Peggio della stima preliminare (51,7), con due delle tre principali economie del blocco, Francia e Italia, finite al di sotto la soglia dei 50 punti che separa la crescita dalla contrazione.

“Se vedremo ulteriore debolezza nell’economia francese, allora aumenterà in maniera decisa il grado di preoccupazione all’interno della zona euro, soprattutto al centro”, commenta Jeremy Stretch di Cibc. “E credo che questo diventerà sicuramente il nodo principale. Detto questo, però, credo che il quadro per la Germania non sia poi così tragico come lasciavano trasparire le previsioni alla fine del quarto trimestre”, aggiunge.

La Germania è anche la principale forza d’opposizione alle manovre di stimolo oggi in preparazione presso la Banca centrale europea. Oltre alla crescita flebile, Mario Draghi e colleghi guarderanno anche e soprattutto ai dati sull’inflazione in arrivo mercoledì, che potrebbero certificare un calo annuale dei prezzi.

L’efficacia di eventuali nuove misure, ad ogni modo, non è scontata: “I rendimenti oggi sono molto bassi dappertutto, ma anche la crescita è molto bassa”, dice Jane Foley di Rabobank. “Per cui, mi viene da dire che un calo marginale dei tassi di interesse dagli attuali livelli già molto bassi ha poche probabilità di ridare slancio alla crescita o all’inflazione”, aggiunge.

I mercati, però, hanno già cominciato a scontare un nuovo allentamento monetario. La prospettiva di un acquisto diretto di titoli di Stato ha spinto al ribasso la moneta unica. Effetto praticamente raddoppiato dal clima politico: all’ingresso della Lituania nella zona euro rischia di seguire l’uscita della Grecia.