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Brasile, Rousseff promette: "processo storico di cambiamento"

La presidente ha giurato per il suo secondo mandato e, a una folla riunita davanti al palazzo presidenziale, ha promesso rinnovato impegno, "senza tradire le conquiste sociali".

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Brasile, Rousseff promette: "processo storico di cambiamento"

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Dilma Rousseff, atto secondo. È iniziato il primo gennaio il nuovo mandato della confermata presidente del Brasile.

La nuova sfida si presenta più ardua di quella di quattro anni fa. Allora il Brasile correva, il 2010 si era chiuso con una crescita del Pil del 7,5%, ora ha vistosamente rallentato.

Dopo il formale giuramento davanti al parlamento, il bagno di folla al palazzo presidenziale, dove Rousseff ha tenuto un discorso di 40 minuti.

“Assumo, qui, davanti a voi – ha detto in un passaggio – il mio impegno a inaugurare un nuovo processo storico di cambiamenti sociali in Brasile. Apporteremo aggiustamenti all’economia, ma senza toccare i diritti acquisiti o tradire i nostri impegni sociali”.

Scene da stadio per i tanti che, comunque, non hanno smesso di credere alla 67enne ex guerrigliera, che subentrò a Lula. Del quale ha proseguito i programmi sociali, che hanno consentito a 40 milioni di brasiliani di uscire dalla povertà.

Ma il finale del suo primo mandato è stato all’insegna dei disordini sociali, come quelli in occasione dei mondiali, dell’improvvisa entrata in recessione a metà del 2014, che dovrebbe chiudersi con una crescita minima e dello scandalo Petrobras, che potrebbe ancora riservare delle novità. Ora Rousseff ha quattro anni per ridare al Partito dei lavoratori quella presa sul popolo parzialmente perduta.