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Abbas tenta un'altra carta internazionale, con la corte dell'Aia

Dopo la ratifica ci potranno essere indagini sui crimini commessi in territorio palestinese, anche dagli israeliani. Irritazione di Tel Aviv.

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Abbas tenta un'altra carta internazionale, con la corte dell'Aia

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I palestinesi provano una nuova mossa, in realtà già preannunciata. Il presidente Mahmoud Abbas ha firmato il trattato di Roma, ovvero l’adesione alla Corte penale internazionale.

Dopo il periodo necessario per la ratifica, dunque, la corte dell’Aia potrà indagare sui crimini commessi nel territorio palestinese, anche dagli israeliani.

“Sto firmando – ha detto mentre si accingeva a farlo, in diretta tv e con una folla presente che lo ha applaudito – per aderire alla Corte penale internazionale. Vogliamo farci sentire. C‘è un’aggressione contro di noi, contro la nostra terra. Il consiglio di sicurezza ci ha delusi” riferendosi alla bocciatura della risoluzione per una Palestina indipendente.

La risposta israeliana non si è fatta attendere. “Reagiremo” ha detto il premier Benyamin Netanyahu, secondo il quale dovrebbe essere cui proprio Abbas a temere il tribunale internazionale, perché “legato ai terroristi di Hamas”.

La mossa palestinese arriva dopo il rigetto della risoluzione al Consiglio di sicurezza dell’Onu per il ritiro di Israele dai territori e la creazione di uno Stato indipendente entro tre anni, contro la quale hanno votato Stati Uniti e Australia.