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Svezia, moschea bersaglio di un attentato incendiario

Cinque feriti. Evacuato l'intero palazzo che ospita il luogo di preghiera. Un sondaggio chiede di cambiare le norme sull'immigrazione

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Svezia, moschea bersaglio di un attentato incendiario

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L’accogliente Svezia scopre l’intolleranza. Un appartamento adibito a moschea al piano terra di un palazzo di Eskiltsuna, 90 chilometri a ovest di Stoccolma, è stato bersaglio di un attentato incendiario.

Cinque le persone ferite giovedì dal lancio di un ordigno all’interno del luogo di culto, utilizzato dalla comunità somala, una in maniera più grave. In tutto ce n’erano una ventina. L’intero palazzo è stato evacuato, a causa del fumo che si stava propagando.

Secondo il leader dell’Associazione islamica svedese, Omar Mustafa, c‘è un crescente astio verso la comunità musulmana nel Paese.

I cristiano democratici, all’opposizione, reclamano norme meno permissive sull’immigrazione.

Un sondaggio supporta la loro proposta di limitare gli aiuti finanziari e rendere temporaneo lo status di rifugiato, in Svezia concesso molto più facilmente che in altri Paesi europei: tre anni di “prova” prima di poterlo ottenere in via definitiva.

Il 43% degli interpellati ha definito l’idea molto buona, contro un 30% che l’ha ritenuta negativa.

Secondo il leader dei cristiano democratici, Göran Hägglund, cambiare le regole alleggerirebbe il bilancio pubblico e spingerebbe più persone a chiedere asilo in altre nazioni.

La Svezia ha accolto numerosi rifugiati in fuga dalla Siria, per la guerra civile prima e per l’avvento dei miliziani dell’Isil in seguito.