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Online le spese della politica: con il database Soldipubblici l'Italia cerca di recuperare credibilità

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Online le spese della politica: con il database Soldipubblici l'Italia cerca di recuperare credibilità

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È disponibile dal 21 dicembre e ha già registrato un boom di accessi soldipubblici.gov.it, il sito del governo che permette ai cittadini di tracciare le spese delle amministrazioni pubbliche e della politica consultando un database online.

Secondo il premier italiano Matteo Renzi mettere a disposizione della cittadinanza questi dati è un metodo pratico per fare pressione sui politici perché ottimizzino le spese e in ultima analisi per fare una spending review degna di tale nome.

Poiché le voci di spesa sono aggregate sotto circa 250 parole chiave, la difficoltà sta nel capire come interpretare le cifre e come identificare i termini che rimandano ad un determinato capitolo di spesa.

I risultati sono tratti da un sistema informativo sviluppato da una collaborazione tra la Banca d’Italia e la Ragioneria Generale dello Stato che rimanda i valori mensili riferiti alle spese di amministrazioni pubbliche, aziende sanitarie regionali, comuni e regioni. Presto dovrebbero essere disponibili anche le spese dei ministri.

Dopo che l’organizzazione Transparency International aveva assegnato all’Italia la maglia nera in Europa in termini di livello di corruzione percepito, la messa online del sito sembra un buon auspicio, uno strumento operativo per una maggiore trasparenza.

L’indice calcolato da TI è fondato sull’opinione di esperti riguardante la corruzione nel settore pubblico. Il punteggio può migliorare nel caso di Stati con un “open government”, che ha meccanismi che obbligano la classe dirigente a rendere conto ai cittadini, o peggiorare per esempio per i Paesi che lasciano impuniti i reati di corruzione.