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Presidenziali in Grecia: Tsipras, "Non daremo carta bianca a Samaras"

Si dovrà attendere il 29 dicembre l’ultima votazione per capire se la Grecia avrà il suo nuovo presidente della Repubblica. Se ci sarà una nuova

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Presidenziali in Grecia: Tsipras, "Non daremo carta bianca a Samaras"

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Si dovrà attendere il 29 dicembre l’ultima votazione per capire se la Grecia avrà il suo nuovo presidente della Repubblica. Se ci sarà una nuova “fumata nera”, il Parlamento verrà sciolto e si andrà alle urne già a febbraio.

Nel secondo round il candidato del governo, Stavros Dimas, ha ottenuto 168 voti, 32 in meno di quelli necessari per l’elezione del capo dello Stato. Nella terza votazione la soglia sarà più bassa e basteranno 180 preferenze.

“Spero veramente che saremo in grado di evitare di mettere a rischio il Paese. Ci sarà un nome e un cognome sul voto di ognuno”, ha dichiarato ai giornalisti il premier Antonis Samaras.

Un avvertimento ai deputati ad assumersi la responsabilità di mandare eventualmente i Greci ai seggi proprio ora, con la sinistra di Alexis Tsipras favorita nei sondaggi.

Il leader di Syriza ha ribattuto che “né il Parlamento né il popolo greco daranno carta bianca a Samaras”, perché continui a rispettare l’agenda della Troika, “con misure di austerità che stanno tagliando le pensioni, la sanità e stanno distruggendo la società greca”.

Tsipras ha sempre dichiarato che, in caso di vittoria elettorale, si attiverà subito per rinegoziare il prestito e cancellare il debito greco.

In un mercato ateniese una donna esprime tutto il suo sconforto per la crisi economica e il futuro nebuloso: “Stanno giocando, ci prendono in giro. Guardi qui, sono riuscita a prendere solo mezzo chilo di carne macinata. I politici stanno solo accumulando denaro per se stessi, per essere sicuri, per portarlo fuori e pensare al loro futuro”.

Il nostro corrispondente ad Atene, Stamatis Giannisis conclude: “Dopo il secondo voto infruttuso, i deputati greci torneranno in parlamento lunedì, per la terza e ultima votazione. E lì manifesteranno una chiara scelta politica, sia decidendo di eleggere il nuovo presidente sia mandando il Paese ad elezioni”.