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Cyberterrorismo: centrali nucleari di Seul si attrezzano contro attacchi

Le centrali nucleari sudcoreane si attrezzano per fronteggiare attacchi informatici dopo quello che ha colpito la Sony e dopo le incursioni del 19

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Cyberterrorismo: centrali nucleari di Seul si attrezzano contro attacchi

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Le centrali nucleari sudcoreane si attrezzano per fronteggiare attacchi informatici dopo quello che ha colpito la Sony e dopo le incursioni del 19 dicembre passato. Incursioni dove però, nessun dato importate sarebbe andato perduto secondo Seul.

“Credo che la possibilità di includere la Corea del nord nella lista degli stati-canaglia che sponsorizzano il terrorismo sia bassa”, dice un esperto di questioni nordcoreane, “non ci sono precedenti di attacchi del genere e anche se la Corea del nord fosse aggiunta a questa lista non ci sono molto mezzi per poter fare pressione sul governo di Pyongiang”.

Probabile che persino la Casa Bianca intenda derubricare gli attacchi a cybervandalismo, che non è terrorismo. A Pyongiang la propaganda getta le responsabilità sugli americani: “Gli Stati Uniti dovrebbero cercare di capire quali sono le perdite sofferte invece di investigare chi è responsabile dell’attacco”, dice un uomo.

“Credo che le nostre autorità hanno ragione. Non dovremmo mostrare pietà con quegli elementi indesiderabili che si burlano della nostra leadership”, aggiunge una donna.

Secondo alcuni analisti Pyongiang sa benissimo di non poter minacciare Washington militarmente, ma si prepara da tempo a una guerra asimettrica, sul web. Aldilà dell’onore nazionale offeso dalla commediola The Interview, questo attacco hacker, se fosse stato davvero orchestrato da Pyongiang, potrebbe essere un’esercitazione di incursioni più devastanti. La cyberguerra pare solo agli inizi.