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Francia, la favola della scienza

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Francia, la favola della scienza

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Se pensate che argomenti come economia e cambiamento climatico siano troppo difficili per i bambini della scuola primaria, dovete ricredervi. Abbiamo visitato una scuola a Parigi che insegna argomenti complessi, utilizzando la narrazione di favole in modo coinvolgente.

A prima vista, potrebbe sembrare uno spettacolo come un altro, una normale favola con principi e principesse. Ma qui, c‘è un trucco.

A Parigi incontriamo una donna che non ha eguali.

Francine Pellaud è una scrittrice di successo, che conosce molto bene i bambini.

La professoressa svizzera ha studiato per anni, il modo migliore per insegnare la scienza ai giovani studenti. Il suo modello è la favola scientifica.

Il principio è semplice, spiegare fenomeni complessi sotto forma di storie per bambini.

Francine Pellaud, insegnante all’Università di Ginevra: “Sono sempre stata una pessima studentessa. Non ero brava in scienze quando ero a scuola, perché mi sono state fornite formule e informazioni sempre fuori contesto. Un giorno, un professore universitario mi raccontó la scienza come una favola e l’ho trovato assolutamente incredibile. Improvvisamente, ho pensato che quello fosse il modo giusto per avvicinare i piccoli alla scienza, attraverso un contesto concreto e con la giusta intenzione. Quando riusciamo a capire la meraviglia della natura e dei suoi fenomeni, poi diventiamo curiosi e la domanda sorge spontanea, ovvero: come funziona?”

Nel racconto, ci sono una spiegazione metodica e messaggi chiari sui pericoli dell’inquinamento, sulla crisi economica e sui meccanismi del cambiamento climatico.

Attraverso la recitazione il messaggio dell’attrice Violaine Brebion, dell’associazione “Atomes crochus” (atomi ad uncino), è enfatizzato.

Il racconto della recita: “Per soddisfare l’appetito della principessa e fare soldi, non esitarono a dissanguare la terra. Crearono coltivazioni proprie, tagliando le grandi foreste e trasformandole in pascolo per enormi mandrie. Cosí, la principessa aveva hamburger assicurati.”

I bambini prestano molta attenzione e anche i genitori: è sorprendete l’effetto della narrazione scientifica sul cervello di padri e madri.

Carole Daumas-Prignot, insegnante: “Se i bambini guardano uno spettacolo come questo è perché a loro piace. Non è l’insegnante che dice queste cose, peró vengono percepite come un gioco, qualcosa di molto più divertente di un corso in aula seduti sulle sedie… “

Salma, ragazza fan delle favole a scuola, dice: “Ci raccontano tantissimo sull’ambiente e sull’inquinamento”.

Violaine Brebion, attrice associazione “Atomes crochus”: “Non sono una scienziata. È vero, si tratta solo di un approccio, soprattutto per i bambini, attraverso il gioco. Consente loro di accedere alle informazioni in un altro modo, che in definitiva imprime la conoscenza in modo diverso, più duraturo, spero. Comunque, davvero permette di condividere qualcosa insieme… É un momento sia artistico, perché io sono qui, sia di insegnamento attraverso messaggi e conoscenze reali… “

Trasformare la scienza in arte, risata e gioco, è il modello istruttivo su cui si basa l’associazione “Atomes crochus” da oltre 10 anni.

Forse un giorno le fiabe educative protebbero arrivare addirittura a spiegare i misteri della scienza.

Messico, per rivivere le tradizioni Maya

Indipendentemente dal fatto che crediate o meno ai racconti fantastici, molti di questi hanno un’importanza culturale non indifferente. In Messico, ad esempio, questo progetto riporta in vita la mitologia attraverso il passaparola generazionale.

Serpenti, uccelli magici giganti e altri fantasici animali sono i principali protagonisti dei racconti mitologici dei Maya.

Per decenni Roldan Peniche Barrera si è impegnato a far rivivere storie e leggende Maya, destinate altrimenti al dimenticatoio.

Oggi, la leggenda della vita delle sorelle gemelle di Xibalba, il sotterraneo regno degli spiriti della morte e della malattia, è anche un cartone animato.

La sua esistenza ha attirato l’attenzione del sistema scolastico dello stato messicano dello Yucatan, e in particolare del network Arts Education Online, diretto da Ena Evia.

Ena Evia, direttrice del network Online Arts Education dello Yukatan: “Qual è il nostro compito? Salvare i personaggi mitologici. Per questo dobbiamo renderli semplici, divertenti e interattivi. Usare nuove tecnologie, come in questo caso, o altre cose, ad esempio marionette e maschere. Servono per coinvolgere i ragazzi e imparare facendo, scoprire un mondo nuovo a cui si appartiene”.

Ai piedi di una secolare piramide Maya di Acanceh, questi ragazzi stanno imparando a conoscere i poteri delle creature magiche, che abitano le foreste e le lagune dello Yucatan. Una volta scoperti, i racconti vengono condivisi con le famiglie e messi a fattor comune con le reciproche conoscenze sui valori che ciascuna di queste creature ha da offrire.

Gregory González, coordinatore del workshop: “Lo scopo di questo workshop è quello di permettere ai ragazzi di scoprire le tradizioni e i valori culturali dello Yucatan, accompagnandoli e iniziandoli alla lettura, molto importante al giorno d’oggi. Mostriamo loro vari generi e diverse storie molto importanti, e poi colleghiamo ció che leggiamo alla nostra tradizione.”

Gli studenti dipingono le maschere che emulano le varie creature della mitologia Maya. Dopodichè le indossano e ricreano il loro personaggio.

Questo progetto nasce dalla convinzione che le giovani generazioni in questo modo, non solo riabilitino il valore dell’apprendimento, ma riescano ad avere maggiore rispetto per la cultura dei loro antenati, una delle più grandi civiltà del mondo.

Roldán Peniche Barrera, scrittore di mitologia Maya: “Le persone non sono abituate a sapere tutte queste cose. Ricordano solo le leggende piú comuni come Xtabá e Chivo, due o tre al massimo. Quindi, dopo questa serie credo che si raggiungerà una nuova dimensione della mitologia Maya”.

India: alla scoperta della tradizione orale

Ora andiamo in India per scoprire come una studentessa con la passione per la tradizione orale, dopo la laurea, si sia inventata un modo per avvicinare i giovani, normalmente attrati dalle favole moderne, a quelle del passato.

Vithai Zaraunkar è sempre stata affascinata dalle antiche tradizioni della tribú Velip di Goa: “Mi ricordo quando la mamma da piccoli ci cantava le filastrocche”.

Anche lei è della tribú Velip di Canacona e inizia a studiare le abitudini canore e narrative nel suo villaggio durante il Master in sociologia per l’Università di Goa.

Oggi, sotto la guida del professor Alito Siqueira, documenta le storie cantate dalla sua tribù come parte di un progetto, della durata di un anno, finanziato dal Ministero della Cultura indiano.

Alito Siqueira, professore di Sociologia all’Università di Goa: “Storie fantastiche e leggende costituiscono la società. Ecco perchè sono considerate fondamentali. Una particolarità del progetto è che tende a rintracciare il significato dei racconti nella stessa comunità.”

Alito Siqueira, professore di Sociologia all’Università di Goa: “In molte culture, le storie vengono cantate e non necessariamente recitate. È un’esperienza molto piú intensa se comparata a una mera recitazione”

Vthai Zaraunkar: “Mi sento obbligata a fare un tentativo per preservare queste leggende fantastiche perché non sono scritte da nessuna parte, né molto conosciute oggi”.

Alito Siqueira, professore di Sociologia all’Università di Goa: “Noi speriamo che possa emergere dell’altro da questo progetto. Fondamentalmente, un interesse rinnovato da parte di questa comunità, discriminata come tribale nel passato e che oggi potrebbe portare all’attenzione del mondo tutto il suo sapere”.

Il professore presenta il workshop Digital Storytelling in aula, riportando alla vita i racconti dei suoi studenti

Alito Siqueira, professore di Sociologia all’Università di Goa: “Sono sicuro, che nel giro di un decennio, ci saranno persone di questa comunità, che useranno i personaggi mitologici mescolandoli creativamente con personaggi contemporanei evocando sí il passato, ma anche proiettandolo verso il futuro”.

Cosa ne pensate sul raccontare storie fantastiche? Può aiutare l’apprendimento di altre materie in classe? Fateci sapere la vostra opinione e ricordate, ogni teoria conta!

Leggiamo sempre i vostri suggerimenti e sono ottimi spunti per Learning World.

Quindi, teniamoci in contatto!