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Egitto, la prima mostra di tatuaggi al Cairo certifica la lenta fine di un tabù

Due anni fa, nell’Egitto del dopo Mubarak, apriva al Cairo una delle prime botteghe di tatuatori del Paese. Un progetto che si scontrava con

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Egitto, la prima mostra di tatuaggi al Cairo certifica la lenta fine di un tabù

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Due anni fa, nell’Egitto del dopo Mubarak, apriva al Cairo una delle prime botteghe di tatuatori del Paese.

Un progetto che si scontrava con preconcetti diffusi nel mondo arabo, ma che rispondeva anche al desiderio di libertà dei giovani di Piazza Tahrir.

Oggi, il salto di qualità, con la prima Tattoo Expo in tutto l’Egitto.

“Vogliamo presentare il tatuaggio come forma d’arte – spiega Orne Gil, venezuelana, organizzatrice e titolare del negozio – molti sono ancora spaventati dal fatto che è un disegno permanente”.

Quella che in Occidente è una moda dilagante, in Medio oriente è ancora in larga parte un tabù. Ma non per tutti.

“Gli egiziani credono che i tatuaggi siano roba da criminali o da omosessuali – dice Hakeem – E’ un’idea sbagliata”.

All’evento hanno partecipato tatuatori provenienti da diverse località egiziane. E i visitatori che ne hanno fatto richiesta hanno potuto saggiarne l’abilità sulla propria pelle.

Il corrispondente di Euronews al Cario, Mohammed Shaikhibrahim, afferma che, “pur restando una pratica controversa, quella del tatuaggio è un’arte che si sta lentamente affermando nel mondo arabo, dove è ancora un segno di ribellione”.