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Russia: i produttori d'auto frenano le vendite, i consumatori accelerano gli acquisti

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Russia: i produttori d'auto frenano le vendite, i consumatori accelerano gli acquisti

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La crisi del rublo si aggira ora per le strade della Russia. Dall’inizio dell’anno la valuta ha perso il 45% del suo valore sul mercato dei cambi. Ciò ha prodotto due effetti. Da una parte i consumatori si riversano nei concessionari per convertire i risparmi in qualcosa di tangibile. Dall’altra i produttori stanno rivedendo i listini al rialzo, in alcuni casi interrompendo addirittura le vendite.

“A giudicare dalla situazione la crescita dei prezzi continuerà. E le nuove forniture di auto arriveranno insieme a nuovi listini”, dice Liadimir Ryabushkov, direttore generale di un concessionario russo. “Sfortunatamente, o fortunatamente oggi non possiamo dire con certezza quanto grande sarà l’aumento. Ma il consiglio che darei ai cittadini è di comprare una macchina ora perché poi i prezzi saliranno”, aggiunge.

Un bagno di sangue. Così il numero uno dell’alleanza Renault-Nissan Carlos Ghosn ha definito la situazione. Il produttore ha sospeso gli ordini, così come GM, Jaguar Land Rover e Audi.

Negli ultimi due giorni il crollo del rublo sembra perlomeno essersi arrestato: il ministero delle Finanze ha confermato la vendita di valuta straniera e la banca centrale ha annunciato misure per rafforzare la stabilità delle banche.

Ma la gente non si fida e preferisce comprare prima di perdere potere di acquisto a causa dell’inflazione. “Siamo sopravvissuti a tante cose”, afferma però un uomo per strada. “Per cui, in confronto a quello che abbiamo vissuto negli ultimi 25 anni, tutto ciò non mi impressiona”. “È un male che tutti gli elettrodomestici siano diventati più costosi”, dice, al contrario, un ragazzo. “Volevo comprare delle cose, ma ora non riuscirò a farlo. Che tristezza”.

Comprare valuta straniera, dollari ed euro, sta diventando sempre più difficile. Nella conferenza stampa di fine anno il presidente Putin ha cercato di rassicurare gli animi, ma neppure le banche si fidano più le une delle altre: il tasso interbancario oggi supera il 27%.