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Pakistan in piazza contro la strage dei bambini: "Taleban senza religione"

Rabbia e appelli alla forca fanno pensare che questa volta i taleban si siano messi contro il Paese

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Pakistan in piazza contro la strage dei bambini: "Taleban senza religione"

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Basta con la strage dei bambini. Islamamad si raccoglie in uno “Sciopero nazionale di solidarietà” contro la strage di Peshawar. Il terzo e ultimo giorno di lutto nazionale, non è però in Pakistan solo quello del dolore. Rabbia e appelli alla forca fanno pensare che questa volta i taleban si siano messi contro il Paese.

La morte di oltre 130 bambini nell’attacco di martedì sembra insomma aver spinto molti a una scelta di campo.

“Siamo qui per protestare contro l’atroce massacro di quei bambini innocenti nella scuola di Peshawar – dice un manifestante. Condanniamo con forza quanto è accaduto”.

Senza appello anche la condanna che si leva da Karachi, dove i fedeli raccolti in preghiera parlano di “terroristi senza coraggio né religione”, che “professano una perversione dell’Islam”.

Anche giornalisti ed esperti locali parlano di svolta, ma da parte di governo ed esercito: “Il fatto che diversi militanti siano morti ancora nelle ultime ore in diverse operazioni di polizia – dice un analista – prova che questa volta c‘è la determinazione a liberare davvero il Paese da questa gente”.

Una quarantina, secondo dati dell’esercito, i militanti uccisi in seguito a una serie di operazioni aeree e di terra. La caccia è però soprattutto a Umar Mansoor, sedicente emiro di Peshawar che, dopo esser comparso in un video, è stato additato da diversi taleban pakistani come “cervello” della strage dei bambini.