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L'Africa Occidentale affronta la peggiore epidemia di Ebola


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L'Africa Occidentale affronta la peggiore epidemia di Ebola

Nel 2014 si assiste alla peggiore epidemia di Ebola da quando, nel 1976, il virus fu isolato per la prima volta nell’allora Zaire, oggi Repubblica democratica del Congo, vicino al fiume Ebola. Un virus che causa una febbre emorragica letale e altamente contagiosa.

I primi casi si manifestano in Guinea all’inizio del 2014 e nel mese di marzo le analisi di laboratorio confermano che si tratta di Ebola.

Medici Senza Frontiere lancia l’allarme: l’epidemia si sta diffondendo a un ritmo senza precedenti. Ma l’Organizzazione Mondiale della Sanità parla di epidemia piccola e circoscritta.

Il virus arriva in Sierra Leone nel mese di maggio, in Liberia nel mese di giugno e a luglio, la Nigeria denuncia il primo caso. La lotta è impari, i sistemi sanitari dell’Africa occidentale sono al collasso. Solo la Nigeria riesce ad allontanare la minaccia. Le ONG sono le sole a lottare sul campo contro un nemico invisibile e che non lascia alcun margine di errore. L’unica arma è la prevenzione.

Ebola sbarca in Europa nel mese di agosto: la prima vittima non africana è Miguel Pajares, 75enne missionario e medico spagnolo, rimpatriato dalla Liberia.

Il 6 ottobre, una delle infermerie che lo aveva assistito risulta positiva a Ebola. È il primo contagio fuori dall’Africa, ma i farmaci sperimentali l’aiutano a sconfiggere il virus.

A fine novembre l’OMS annuncia che il bilancio delle vittime sfiora quota 7.000. L’Occidente ha paura e scatta la corsa alla ricerca di un vaccino.

Ogni storia può essere raccontata in molti modi: osserva le diverse prospettive dei giornalisti di Euronews nelle altre lingue.

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