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L'Unione Europea dà il via libera al piano Juncker: 315 miliardi di euro in tre anni

Via libera a Bruxelles al maxi-piano che crea un nuovo fondo per gli investimenti strategici: 315 miliardi di euro da mobilitare nel prossimo

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L'Unione Europea dà il via libera al piano Juncker: 315 miliardi di euro in tre anni

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Via libera a Bruxelles al maxi-piano che crea un nuovo fondo per gli investimenti strategici: 315 miliardi di euro da mobilitare nel prossimo triennio. I nuovi investimenti del piano Juncker potranno essere attivati a metà 2015, conclude il summit, ultimo dell’anno e della presidenza italiana del semestre.

‘‘Vogliamo agire per rilanciare gli investimenti in Europa, possiamo rinnovarci attraverso la crescita economica, mobilitare risorse pubbliche e private per aumentare il numero di persone che hanno un impiego e ridurre il numero dei disoccupati”, ha detto il presidente della Commissione Jean Claude Juncker.

Oltre agli investimenti per l’economia, il vertice si è occupato della situazione nell’Est. Per il nuovo presidente del Consiglio europeo, il polacco Donald Tusk, la Russia rappresenta un problema strategico per l’Europa. “La situazione in Ucraina è drammatica e in evoluzione, richiede una risposta immediata ed è per questo che ho discusso la possibilità di sostenere il Paese finanziariamente. Non troveremo una soluzione a lungo termine per l’Ucraina se l’Unione Europea non ha una posizione unita e comune nei confronti di Mosca’‘, ha detto Donald Tusk.

Ancora una volta sul tavolo dei 28 anche la lotta ai crimini fiscali nell’Unione europea con la richiesta di una maggiore trasparenza e armonizzazione legislativa, come spiega l’inviata di euronews a Bruxelles, Isabel Marques da Silva: ‘‘Il piano di investimenti è stato presentato come il fiore all’occhiello della Commissione Juncker, ma lo scandalo Luxleaks ha messo l’evasione fiscale al centro del dibattito, su come ottenere più soldi per la spesa pubblica. Nel documento conclusivo del vertice, i leader hanno chiesto una nuova legislazione per avere maggiore trasparenza e armonizzazione tra i 28 Paesi.’‘