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Pakistan: riprende la pena di morte in casi di terrorismo

Il Pakistan sospende la moratoria sulla pena di morte nei casi di terrorismo. La decisione è stata presa dal Premier Nawaz Sharif all’indomani della

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Pakistan: riprende la pena di morte in casi di terrorismo

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Il Pakistan sospende la moratoria sulla pena di morte nei casi di terrorismo. La decisione è stata presa dal Premier Nawaz Sharif all’indomani della strage nella scuola di Peshawar, gestita dall’esercito. Una tragedia che ha fatto oltre 140 morti, per la maggior parte bambini e ragazzi, e più di 130 feriti. La testimonianza di uno dei sopravvissuti:

“Ci siamo nascosti in uno spogliatoio e abbiamo finto di essere morti. Ci hanno creduto, ma due persone, inclusa un’insegnante, hanno attirato la loro attenzione. I miliziani gli hanno sparato alla testa per assicurarsi che fossero morti, dopodiché hanno bruciato il corpo dell’insegnante”.

A Peshawar sono cominciati i funerali delle vittime dell’attentato, rivendicato dai taliban pachistani. Il gruppo ha giustificato l’attacco dicendo che per l’esercito “le famiglie talebane sono obiettivi militari”.

Veglie di preghiera si sono tenute in molte città del Pakistan e le condanne dell’incursione sono arrivate da tutto il mondo. Anche i Taleban afghani hanno preso le distanze, dichiarando in un comunicato che l’uccisione di donne e bambini è contraria ai principi dell’Islam”. Nonostante questo, la stampa pakistana ha riferito che i miliziani avrebbero risposto agli ordini proveninenti dall’Afghanistan.

Il Pakistan ha annunciato tre giorni di lutto nazionale. L’attacco ha sollevato la questione sempre più pressante di come gestire gli insorti e come rispondere ora all’affronto.