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Massacro in Pakistan: Malala, "è il tempo dell'unità contro il terrorismo"

Oltre 100 bambini, oltre 100 Malala. “Io e la mia famiglia abbiamo il cuore spezzato dal dolore per gli oltre 100 bambini innocenti e i loro

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Massacro in Pakistan: Malala, "è il tempo dell'unità contro il terrorismo"

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Oltre 100 bambini, oltre 100 Malala.

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Io e la mia famiglia abbiamo il cuore spezzato dal dolore

“Io e la mia famiglia abbiamo il cuore spezzato dal dolore per gli oltre 100 bambini innocenti e i loro insegnanti che hanno perso la vita nella scuola di Peshawar – dice la premio Nobel dopo l’attacco dei taleban del Pakistan, gli stessi che provarono ad ucciderla nel 2012 – Siamo con quelle famiglie e con tutti quei bambini rimasti feriti”.

“Ora è il tempo dell’unità – conclude Malala Yousafzai – Chiedo alla comunità internazionale, ai leader del Pakistan, a tutti i partiti di combattere insieme il terrorismo. Ogni bambino deve ricevere un’istruzione sicura e di qualità”.

Per le strade di Peshawar si respira lo shock. Nella notte ci sono state veglie di preghiera in tutto il Pakistan: “I genitori hanno paura di mandare i figli a scuola anche a Karachi, Lahore e in qualsiasi altro luogo – confessa il padre di uno studente – Hanno paura che possa accadere qualcosa”.

Gran parte delle scuole e dei negozi sono rimasti chiusi. Il Pakistan ha decretato tre giorni di lutto. Ed è proprio a Peshawar che il premier,Narwaz Sharif, ha convocato una conferenza di tutti i partiti politici.

“Cosa abbiamo fatto di male? Noi non siamo militari o talebani, ma hanno ucciso dei bambini – si chiede Adnan Gul, uno studente di Peshawar – Perché questi terroristi ci attaccano? Sono andato a scuola, ma l’ho trovata chiusa”.

“Tutto questo è molto triste, musulmani o non musulmani, queste cose non si fanno – aggiunge Mohammad Saleem, un abitante della città nel nord-ovest del Pakistan – Quelle persone non hanno religione”.

Il governo pachistano ha anche deciso di revocare la moratoria, in vigore dal 2008, sulle esecuzioni delle condanne a morte nei casi di terrorismo.

Il massacro della follia fondamentalista viene condannato anche dall’India, eterna rivale dal Pakistan. Il Parlamento di New Delhi ha osservato due minuti di silenzio e nelle scuole si manifesta contro i taleban.

“Siamo con i familiari delle vittime che hanno perso la vita in un modo brutale – dice lo studente indiano, Ramakant Desa, durante una manifestazione a Vadodara, nello Stato di Gujarat – Non posso esprimere a parole in che modo condivido il loro dolore”.

È la prima volta che i taleban attaccano una scuola piena di studenti e un’intera regione si ritrova unita come mai prima d’ora. I cuori spezzati di Malala e di tutta una generazione potranno segnare un punto di svolta nella lotta al fondametalismo.