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Pakistan, oltre 140 i morti nella scuola attaccata dai Taleban a Peshawar

Oltre centoquaranta morti, in gran parte bambini: i Taleban del TTP, il gruppo più attivo in Pakistan, hanno rivendicato l’attacco di un commando a

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Pakistan, oltre 140 i morti nella scuola attaccata dai Taleban a Peshawar

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Oltre centoquaranta morti, in gran parte bambini: i Taleban del TTP, il gruppo più attivo in Pakistan, hanno rivendicato l’attacco di un commando a una scuola di Peshawar. Una scuola frequentata dai figli di militari, scelta per questo.

Un portavoce del gruppo ha poi detto di aver voluto far provare ai militari le stesse sofferenze per la perdita dei loro cari che vengono inflitte alle popolazioni colpite dai bombardamenti nel Nord del Paese, nelle regioni tribali alla frontiera con l’Afghanistan, dove i Taleban hanno campo libero ma vengono colpiti dall’aviazione pakistana e dai droni statunitensi.

Sono decine i feriti ammassati nell’ospedale di Peshawar.

“Eravamo nella nostra aula – racconta uno di loro -. Abbiamo chiuso la porta a chiave da dentro, ma tre assalitori hanno sparato sulla serratura e sono entrati e hanno aperto il fuoco su di noi”.

Alcuni testimoni riferiscono che gli uomini del commando parlavano tra di loro non in urdu, ma in una lingua straniera, forse l’arabo. Alcuni portavano divise dell’esercito, e sono riusciti a eludere la sicurezza. Hanno sparato all’impazzata, lanciato granate e piazzato anche alcune bombe.

C‘è chi la propria salvezza la deve alla calma dell’insegnante:
“Appena iniziata la sparatoria, l’insegnante ci ha detto di sederci in un angolo e di abbassare la testa. Dopo circa un’ora, quando l’intensità degli spari è un po’ calata, dei soldati sono venuti a salvarci. Uscendo abbiamo visto nei corridoi i nostri compagni che erano stati colpiti tre o quattro volte, alcuni morti, altri feriti. Il loro sangue era schizzato ovunque”.

Dopo circa otto ore, l’esercito pakistano ha detto che era finita. Una lunga battaglia, seguita da complicate operazioni di ripulitura dell’edificio dalle bombe.

“Ogni goccia di sangue dei nostri figli sarà vendicata”, ha poi detto il premier, Nawaz Sharif, immediatamente accorso a Peshawar.