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Sanzioni e petrolio, in Russia crollano Borsa e rublo

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Sanzioni e petrolio, in Russia crollano Borsa e rublo

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È una tempesta perfetta quella che sta infuriando sui mercati russi. Questo lunedì l’indice in dollari della Borsa di Mosca ha lasciato sul terreno dieci punti percentuali, toccando i minimi da cinque anni.

A provocare l’ennesimo crollo l’ombra di nuove sanzioni in arrivo da Occidente: venerdì scorso, a listini chiusi, il Congresso americano aveva infatti approvato una bozza per misure più dure contro la Russia.

Nonostante l’intervento della banca centrale di Mosca, intanto, la valuta russa continua la sua corsa al ribasso: sempre questo lunedì è arrivata a sfondare quota 60 rubli per un dollaro e a sfiorare gli 80 rubli per un euro.

E mentre l’inflazione galoppa (a novembre ha superato il 9%) le prospettive economiche peggiorano: per l’anno prossimo il governo prevede una contrazione dello 0,8%.

Nel 2014 la fuga di capitali dovrebbe toccare i 125 milioni di dollari, nonostante i numerosi rialzi dei tassi.

Anche il petrolio, l’asse portante del bilancio, sembra aver abbandonato la Russia al suo destino: attualmente viaggia pericolosamente vicina ai 60 dollari al barile.