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Australia: ostaggi in caffetteria liberati con un blitz. Due morti e tre feriti in condizioni gravi

Un rumore sordo, probabilmente un’esplosione per far saltare una porta, poi il blitz delle forze dell’ordine australiane. Subito dopo sono stati

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Australia: ostaggi in caffetteria liberati con un blitz. Due morti e tre feriti in condizioni gravi

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Un rumore sordo, probabilmente un’esplosione per far saltare una porta, poi il blitz delle forze dell’ordine australiane.

Subito dopo sono stati avvertiti numerosi colpi di arma da fuoco.

Le autorità australiane riferiscono che ci sono due morti e tre feriti in condizioni gravi.

Che gli ostaggi siano stati liberati lo dimostrano i feriti portati via. Almeno due in barella, qualcun altro a braccia. Un bilancio preciso è ancora impossibile farlo. Alcuni restano all’interno della caffetteria situata in Martin Place, nel distretto finanziario di Sydney, in Australia, nella quale un islamista radicale aveva fatto irruzione diverese ore prima, prendendo d’ostaggio clienti e dipendenti.

I prigionieri erano stati costretti ad alzare le mani e ad appoggiarsi alle vetrine. A una finestra del locale è apparsa una bandiera nera con una scritta bianca in arabo che recita: ‘Non c‘è altro Dio all’infuori di Allah e Maometto è il suo profeta’.

L’autore del gesto si chiama Man Haron Monis. Era in libertà provvisoria perché accusato di essere complice nell’omicidio dell’ex moglie. A suo carico anche 40 denunce per molestie sessuali. Il suo avvocato sostiene che stia agendo da solo e non per conto di un gruppo terrorista. Dall’interno della caffetteria Man Haron Monis, rifugiato iraniano, ha chiesto di parlare con il premier Tony Abbott e vuole un’altra bandiera, questa volta del sedicente Stato Islamico. La polizia ha avviato delle trattative con il sequestratore. L’uomo sarebbe armato di un fucile e avrebbe piazzato quattro bombe.

La zona attorno alla cioccolateria era stata subito bloccata e isolata con decine di veicoli e un ingente schieramento di agenti di polizia e forze speciali. Ancora non è chiaro il movente e se si tratti del gesto di un uomo isolato.

Il premier australiano Tony Abbott ha subito convocato il Comitato di sicurezza nazionale riunendo i componenti del suo governo e i consiglieri della sicurezza. ‘‘Si tratta – ha detto – di un avvenimento inquietante ma tutti gli australiani devono essere rassicurati sul fatto che le forze dell’ordine sono ben addestrate e agiscono in maniera professionale’‘.

Martin Place è una piazza pedonale sede di gran parte delle proteste civili. Negli edifici che vi si affacciano hanno sede le poste australiane, varie banche, la tv Channel Seven, nonché il consolato americano.

A settembre i media locali avevano rivelato che Mohammad Ali Baryalei, membro australiano dell’ISIS, aveva dato ordine di sequestrare un cittadino a caso e poi di tagliargli la gola con un’esecuzione pubblica. Proprio in Martin Place.

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