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L'Aie taglia le stime sulla domanda di petrolio nel 2015

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L'Aie taglia le stime sulla domanda di petrolio nel 2015

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Complice una ripresa che stenta a consolidarsi, l’Agenzia internazionale dell’energia rivede al ribasso la domanda di greggio per il 2015.

In base al rapporto, la richiesta mondiale di petrolio crescerà di 900.000 barili al giorno a quota 93,3 milioni. Si tratta di 230.000 barili al giorno in meno rispetto alle previsioni del mese scorso.

L’organizzazione con sede a Parigi spiega che la revisione riflette l’aspettativa di un minore consumo da parte dei Paesi esportatori di greggio, e in particolare della Russia, dove le sanzioni europee e statunitensi frenano la crescita.

Negli ultimi sei mesi, la maggiore offerta di greggio sul mercato e il rallentamento della domanda hanno fatto crollare i prezzi di circa il 40 per cento. Ma i consumatori europei, nel fare il pieno di carburante, potrebbero non risentirne i benefici.

Neil Atkinson, analista presso Lloyds List Intelligence: “Ci vuole tempo prima che il calo dei prezzi del greggio abbia un impatto sui prezzi dei prodotti derivati. Ci vuole tempo prima che questo calo si rifletta sul mercato. Tradizionalmente, prima si terminano le riserve accumulate a prezzi alti e soltanto in un secondo momento si sostituiscono queste scorte con altre più economiche”.

L’aumento delle accise e l’apprezzamento del dollaro stanno sterilizzando l’effetto positivo derivante dal calo delle quotazioni. L’Italia è tra i Paesi europei dove il prezzo del carburante è più costoso: in media 1,64 euro per un litro di benzina, nel mese di dicembre.