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In Peru chiude COP20. Gli ambientalisti ribadiscono il loro no a Keystone XL

La conferenza sui cambiamenti climatici chiude i battenti, ma gli ambientalisti fanno sentire ancora la propria voce. A Lima, in Peru, contestano il

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In Peru chiude COP20. Gli ambientalisti ribadiscono il loro no a Keystone XL

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La conferenza sui cambiamenti climatici chiude i battenti, ma gli ambientalisti fanno sentire ancora la propria voce.
A Lima, in Peru, contestano il progetto Keystone XL, l’oleodotto che dovrebbe collegare Canada e Golfo del Messico, e chiedono al governo statunitense misure in favore dell’ambiente.

“Sono qui – dice una manifestante – per chiedere al governo statunitense di prendere provvedimenti, di mantenere l’impegno del limite di aumento della temperatura globale a due gradi centigradi. E di tradurre questo impegno evitando infrastrutture per i carburanti fossili, investendo invece in infrastrutture per le energie rinnovabili”.

Sull’oleodotto, bocciato dal Senato statunitense, è attesa entro gennaio la sentenza della Corte Suprema del Nebraska. La Casa Bianca non prende posizioni, mentre il segretario di Stato americano John Kerry invita tutti all’azione: “So che il dibattito su chi deve fare cosa e quanto sia complicato lottare è complesso. Se non fosse difficile, tutto sarebbe già stato risolto da un pezzo. Ma il fatto è che semplicemente non abbiamo il tempo per sederci attorno a un tavolo e discutere di chi è o di chi non è la responsabilità di agire. È piuttosto semplice: la responsabilità è di tutti.”

Entro marzo i governi dovranno indicare quali impegni intendono assumere in vista della Conferenza COP21 in programma a Parigi nel dicembre 2015, quando si dovrebbe giungere a un nuovo trattato internazionale vincolante che superi il protocollo di Kyoto, scaduto a fine 2012.