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Torture: dopo la pubblicazione del rapporto sulla CIA, indignazione globale

All’indomani della pubblicazione del rapporto sulle torture della CIA, nel mondo fioccano condanne e distinguo, chi c’era tace oppure dice che non

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Torture: dopo la pubblicazione del rapporto sulla CIA, indignazione globale

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All’indomani della pubblicazione del rapporto sulle torture della CIA, nel mondo fioccano condanne e distinguo, chi c’era tace oppure dice che non sapeva.
L’allora presidente Bush, secondo il rapporto diffuso dal Senato americano, per quattro anni non fu informato, ma nel 2006 gli fu detto tutto. Ne rimase scosso, ma non bloccò quelle pratiche. Che avvenivano anche in Polonia, secondo l’ex presidente Kwasniewsky:

“Non ho mai incontrato il capo della CIA, il mio referente era George Bush”, dice l’ex presidente al giornalista che insiste: “Ma questo tema l’avete discusso”. “Naturalmente – è la risposta -, si è discusso della collaborazione tra servizi di intelligence, ma non si sono discussi i dettagli. Questi metodi sono inaccettabili, ingiustificabili, e non hanno portato nulla di buono”.

La Cancelliera tedesca Angela Merkel, che nel 2005 era già in carica, si dice sorpresa e scioccata; in Italia
non reagiscono i responsabili dell’epoca, ma l’attuale Ministro degli Esteri condanna “senza se e senza ma”.
In Iran, Paese che ha notoriamente scarsa simpatia per gli Stati Uniti, è via twitter che si esprime la Guida Suprema, parlando di tirannide statunitense e di governo che inganna il popolo. Sempre via twitter arrivano le prime minacce da gruppi jihadisti, che invitano a colpire “il serpente americano”.