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L'Europa sulla strada della digitalizzazione

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L'Europa sulla strada della digitalizzazione

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L’economia digitale europea cresce 7 volte più veloce degli altri settori. Ma la sua quota di mercato, pari a 2mila miliardi di euro, è solo un quarto del totale. Su Real Economy facciamo il punto sul nostro futuro digitale.

Incontriamo Frederic Mazzella, fondatore e amministratore delegato di Blablacar una start up francese nel settore del car-sharing e uno dei maggiori investitori nello sviluppo tecnologico al mondo, la Accel Partners. Parliamo delle industrie tradizionali che affrontano la sfida della digitalizzazione, come quella turistica. E infine la sfida di tutti: una rivoluzione digitale sostenibile.

2 milioni di viaggiatori utilizzano BlablaCar ogni mese per viaggiare da una città all’altra. Una start up che conta 12 milioni di abbonati in soli 3 anni. Un successo che ha portato nelle casse di questa azienda francese 80 milioni di euro. La strategia? Essere globale, fenomeno raro per una start up europea. Giovanni Magi è andato a scoprire il segreto di questo successo.

Un fenomeno che prima di Internet non era possibile: cercare un passaggio per un lungo viaggio in auto, programmato con settimane d’anticipo o deciso all’ultimo momento. Oggi si può! E le opportunità si moltiplicano, come in altri campi, dall’affitto di un appartamento per le vacanze, all’organizzazione di un viaggio in barca a vela. Chiunque può visualizzare gli annunci online con le spese da dividere e i costi di trasporto.

Questo tipo di servizio si sta rapidamente sviluppando in tutto il mondo. Presente in 13 paesi, BlablaCar offre il più grande servizio di car sharing in Europa e dà lavoro a 180 persone.

Un dato interessante: in un contesto di disoccupazione elevata in Europa, ci sono 900.000 posti di lavoro vacanti a causa della mancanza di competenze informatiche. Il 39% della forza lavoro europea ha competenze informatiche insufficienti, mentre il 14% non ne ha affatto. Ecco un corso accelerato su come l’agenda digitale può creare posti di lavoro.

Tre quarti dell’Europa sono connessi alla banda larga. Bob e suo padre hanno trasformato la connettività in un business. Bob è diventato un imprenditore digitale 3 anni fa inseguendo la prospettiva futura di un mercato digitale unico. Ha acquisito le competenze informatiche e ha usato il settore privato, le start up europee e i programmi educativi per raggiungere le competenze di cui aveva bisogno. Poi si è connesso alla rete per costruire un network di specialisti del commercio in Europa e proporlo alle persone che ne avessero bisogno per creare una nuova applicazione mobile! R&D ha aiutato Bob e i suoi amici a creare 1 milione e ottocentomila posti di lavoro nel campo delle cosiddette App, anche in condizioni economiche difficili. Il padre di Bob, elettricista, non aveva molto lavoro all’epoca. Bob lo ha formato per capire come funzionano i computer, i cloud e il digitale. Grazie alla Applicazione di Bob e alle sue nuove competenze nell’uso del computer, il padre è improvvisamente diventato l’elettricista più indaffarato in Europa. La famiglia di Bob e altri europei come loro stanno dirottando l’economia sui byte. Perché? Perché il passaggio al digitale potrebbe creare milioni di posti di lavoro.

Il 72% di noi usa internet, e quasi la metà di noi fa acquisti online. Ma solo il 14% delle piccole e medie imprese usa la rete per vendere i propri prodotti. Questo nonostante il fatto che il Fondo europeo di sviluppo regionale abbia investito circa 3 miliardi di euro nel tentativo di colmare questa lacuna. Giovanni Magi, uomo fortunato, è volato in vacanza per una degustazione di vini, e per vedere da vicino come l’industria del turismo, un grande datore di lavoro in Europa, cerca di attirare i consumatori 2.0.

Cosa c‘è di più tradizionale della produzione di vino? E come il turismo si lega alle attività di campagna? Beh, qui l’informatica è arrivata in forze. La comunicazione attraverso Internet e i social network è un segno di come la ‘vecchia’ economia si apra al futuro. Nella Valle della Loira, nella Francia occidentale, visitata da milioni di turisti ogni anno, troviamo uno di questi esempi. Con il vostro smartphone potete organizzare visite a produttori di vino, alla cantine, pianificare un viaggio o un soggiorno in una casa di campagna. L’associazione che promuove l’attività dei 1.500 produttori della zona ha puntato sul digitale.

Digitale significa nuove opportunità commerciali per i produttori, ma anche un modo per diffondere la competenze delle loro attività.

Quindi, stiamo assistendo al matrimonio delle antiche tecniche di produzione con la tecnologia e ai cambiamenti radicali che questo matrimonio apporterà nelle nostre abitudini.

“Oggi, la stragrande maggioranza degli utilizzatori di Internet acquista i propri viaggi online e visita in media 9 siti prima di fare una scelta – spiega il giornalista di euronews, Giovanni Magi – E dopo il viaggio, più della metà degli internauti condivide le proprie valutazioni sul web”

Questa rivoluzione nel comportamento delle persone ha stravolto il mercato dei tour operator. Prima di Internet, le agenzia di viaggi erano l’unica alternativa per una vacanza in luoghi sconosciuti. Ora il pubblico può scegliere direttamente attraverso la rete con sempre maggiori opportunità. E anche quando si avvicina un tour operator, lo fa dopo aver raccolto una serie di informazioni sul web.

“In Europa ci sono di 12-14 città a distanza di centinaia di chilometri – conclude Philippe Botteri, responsabile di Accel Partners – Sono tutti sistemi fiorenti e negli ultimi 14 anni abbiamo assistito la maturazione di questi ecosistemi. Oggi abbiamo aziende come Supercell per esempio, valutata 3 miliardi di dollari, avete Zoopla. Se non altro ci invogliano a investire in Europa”.