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Rifugiati siriani: ong, la comunità internazionale sia più accogliente

La comunità internazionale deve accogliere più rifugiati siriani, almeno il cinque per cento entro la fine del 2015. E’ l’appello lanciato da una

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Rifugiati siriani: ong, la comunità internazionale sia più accogliente

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La comunità internazionale deve accogliere più rifugiati siriani, almeno il cinque per cento entro la fine del 2015. E’ l’appello lanciato da una trentina di associazioni non governative alla vigilia della conferenza di Ginevra su quest’emergenza.

Si tratta di 180mila profughi su tre milioni e 200mila.
Per l’Onu si fa poco anche a livello finanziario e non solo in Siria. Antonio Guterres, Alto commissario Onu per i rifugiati: “I bisogni umanitari nel mondo stanno aumentando, e in modo esponenziale. E’ evidente che i fondi disponibili per rispondere a tali bisogni non stanno aumentando, non stanno aumentando alla stessa velocità. Non soltanto abbiamo meno denaro per bisogni crescenti, ma è denaro limitato per quanto riguarda il modo in cui può essere usato per rispondere a tali necessità”.

Oltre al freddo, i rifugiati siriani rischiano di patire la fame. Il Programma Alimentare Mondiale ha interrotto la distribuzione di voucher elettronici per mancanza di fondi, per quasi due milioni di profughi in Giordania, Libano, Turchia, Iraq ed Egitto.

“I buoni sono essenziali e se vengono sospesi non c‘è più rifugio. Come si può vivere? Non c‘è lavoro”, dice un rifugiato in Giordania.

In Libano – dove il governo non autorizza l’apertura di campi dell’Onu – l’inverno sarà particolarmente duro per i rifugiati. Sono costretti a vivere in ripari di fortuna.
“In queste condizioni possiamo resistere per un po’ di tempo”, afferma un siriano. “Dopo tornerò nel mio Paese. Se lì morissi a causa di una bomba, sarei un martire. E’ meglio che morire di fame qui”.

La conferenza di Ginevra, martedì, si svolgerà in un momento critico per i siriani in fuga dalla guerra visto che Giordania, Turchia e Libano hanno cominciato a limitare l’accesso.