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Russia, Putin: scudo fiscale per i capitali che rientrano

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Russia, Putin: scudo fiscale per i capitali che rientrano

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“Puniremo gli speculatori che stanno affossando il rublo”: parola di Vladimir Putin, che, di fronte alla caduta ormai senza freni della moneta russa, ha ammonito: sappiamo chi c‘è dietro.

Negli ultimi tre mesi la valuta di Mosca ha ceduto quasi il 30% nel cambio col dollaro, spingendo alle stelle un’inflazione già gonfiata dagli effetti del bando sugli alimenti occidentali.

In occasione del suo discorso annuale al Parlamento, il presidente russo si è dimostrato invece ben più morbido nei confronti di concittadini e aziende che hanno parcheggiato capitali all’estero.

“Propongo piena amnistia per i capitali che torneranno in Russia”, ha detto Putin. “Significa che se una persona legalizza i suoi capitali e le sue proprietà in Russia otterrà solide garanzie che non sarà perseguito o interrogato sulla fonte dei suoi redditi, non sarà trascinato di fronte ad un tribunale né avrà problemi con l’erario. Facciamolo ora, ma soltanto per questa volta”.

Una sorta di “scudo fiscale” che però difficilmente riuscirà a controbilanciare l’ingente quantità di capitali fuoriusciti dai confini russi. Entro la fine dell’anno, secondo le ultime stime, ben 130 miliardi di dollari avranno preso il volo.

Nonostante le promesse di nuovi sgravi per le aziende e di un giro di vite alla burocrazia, a colpire le finanze del Cremlino sono però anche i prezzi in caduta libera del petrolio, dal quale Mosca deriva gran parte delle sue entrate.