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Caso Ferguson. Obama promette riforme contro discriminazione raziale

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Caso Ferguson. Obama promette riforme contro discriminazione raziale

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Mentre l’America ha ripetuto ancora una volta il grido “niente pace senza giustizia”, con manifestazioni in tutto il Paese sull’onda del caso Ferguson, il Presidente Barack Obama ha promesso misure rapide e efficaci per ridisegnare i rapporti tra la polizia e i cittadini.

Una promessa fatta mille volte in un Paese che resta esempio negativo per la discriminazione raziale. Ma il Capo della Casa Bianca ha assicurato il massimo impegno nel tempo che resta del suo mandato.

“Sono convinto che, se lavoreremo duro, riusciremo a fare in modo che la polizia e la comunità al servizio della quale lavora siano affianco nella lotta contro il crimine, partner nel far sentire ciascuno più sicuro. Sono convinto che si possa costruire la fiducia. Ma non succederà solo schioccando le dita” ha detto Obama.

A prendere la parola in una giornata tutta dedicata a rispondere al disagio della comunità afroamericana dopo la ferita del caso Frguson, anche il Ministro della Giustizia Eric Holder che ha promesso la fine una volta per tutte della pratica di discriminazione sulla base dei profili raziali.

Ma le sue parole, pronunciate nel tempio sacro della Ebenezer Baptist Church di Atlanta, dove servì come pastore Martin Luther King, sono state interrotte dalle proteste di alcuni giovani di colore al grido di “no justice, no peace”.