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Opéra Comique: 300 di questi giorni!

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Opéra Comique: 300 di questi giorni!

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L’Opéra Comique, un’istituzione nel panorama culturale e musicale parigino, compie trecento anni! Sede creativa di un genere musicale che combina l’arte lirica al teatro, malvisto dunque da Opéra e Comédie Française, ha avuto vita tormentata e ricca insieme – di eventi, di grandi compositori al suo servizio, di opere che hanno reso memorabile il repertorio francese.

Uno spettacolo alla sala Favart, sua splendida sede storica, ripercorre tre secoli di drammi e trionfi, con la complicità di chi oggi tanto ha dato e tanto deve a questa istituzione unica. Julie Fuchs, soprano:

“L’Opéra Comique è quasi un ricordo d’infanzia, quasi… perché in realtà qui è cominciata la mia carriera… è qui che ho incontrato questo staff formidabile… qui ho imparato come si vive in un teatro! L’Opéra Comique, poi, è molto fedele ai suoi artisti… ed è solo qui che le sarte hanno la delicatezza di non chiederti davanti a tutti se hai messo su qualche chilo!”

Fra i tanti capolavori che hanno debuttato all’Opéra Comique, “La damnation de Faust” di Berlioz. Anna Caterina Antonacci ha un pensiero affettuoso per il compositore francese:

“Sto leggendo le memorie di Berlioz e quando scopro che lui in fondo ci disprezzava profondamente, come italiana mi dispiace… Delle volte mi piacerebbe tornare indietro e andare a interpretargli la sua “Cleopatra” che fu così male accolta quando fece il concorso, allora la mia fantasia è quella di apparire e di dire ‘la canto io!’.”

Jérôme Deschamps, Direttore Generale:
“Quel che è divertente dello spettacolo è anche il suo aspetto parodistico. Nella sua storia l’Opéra Comique non ha avuto paura di prendere in giro l’Opera con la ‘O’ maiuscola e, del resto, non si è mai presa troppo sul serio.”

Anna Caterina Antonacci:
“Direi che è l’aria più difficile dell’opera. Però, è talmente… sempre esaltante, come ruolo. Qui avevo questo bizzarro costumino, che era poi quello originale… E poi era bello entrare dopo che Michel era vestito allo stesso modo, la cosa mi sembrava abbastanza spiritosa.”

Jérôme Deschamps, Direttore Generale:
“Deve sapere che in questo teatro ci sono dei fantasmi… meravigliosi fantasmi… ovunque… e quando uno ascolta queste voci si ha l’impressione che siano degli spiriti che fanno eco a quei grandissimi artisti che sono passati su questo palcoscenico… È qualcosa di estremamente emozionante!”