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Un giorno da zombie: pronti per il Black Friday

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Un giorno da zombie: pronti per il Black Friday

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Inizia a salire la febbre per il Black Friday di venerdì 28 novembre, la giornata di supersconti che da’ ufficialmente il via alla stagione natalizia negli Stati Uniti. Ogni anno il «venerdì nero» cade il giorno seguente al giovedi del Ringraziamento e raduna una grande folla di consumatori impaziente di mettere le mani su prodotti a prezzi irripetibili. Una tradizione che sta facendo impazzire sempre più anche i Paesi esteri grazie ad Internet, che mette a disposizione tutti i maxi ribassi offerti negli Stati Uniti.

L’eccezionale gelo che quest’anno sta colpendo il territorio nordamericano porterà molti appassionati dello sconto a preferire il divano di casa e lo shopping dal pc, rafforzando la leadership del Black Friday online a discapito del Cyber monday, che cade il lunedì immediatamente successivo. Termine coniato nel 2005, questo giorno ormai tradizionale in cui vengono riproposti nuovi sconti online nasce da alcuni studi che hanno rivelato la maggiore predisposizione dei consumatori a spendere nel lunedì dopo il giovedi del Ringraziamento rispetto ai lunedì normali. Ma lo spettro di cyber attacchi rischia di rallentare questa corsa all’affare.

Si aggirano come gli zombie della celebre serie tv The Walking Dead questi appassionati di shopping e di super sconti. Il blog Desconecta della spagnola Europa Press ironizza sulla folla che vaga per la città senza meta, che si ammassa alle porte dei negozi accampandosi la notte prima nelle strade, si innervosisce per le code e diventa violenta se qualcuno gli soffia l’affare.

Sull’origine del nome di questo fenomeno, scoppiato negli anni ’80, le posizioni si dividono. Per alcuni, l’espressione Black Friday sarebbe nata a Philadelphia nel 1966 per descrivere il movimento di persone e il traffico congestionato tipico della giornata che segue al Giorno del Ringraziamento. Per altri, il colore nero rimanda al significato che questo assume per i commercianti: i libri contabili, da rossi e in perdita, diventano, in quello che è il periodo dell’anno più proficuo per i rivenditori, neri, ovvero in attivo.

Per gli economisti internazionali si tratta di una giornata chiave, in cui l’andamento degli acquisti è indice di come andrà il commercio nel periodo natalizio, ma soprattutto della situazione economica del Paese e della possibilità di spesa degli americani, prevedendone i futuri scenari. Atteso per quest’anno un nuovo record di vendite. Nel 2013, solo in questa giornata si stima siano stati spesi 61.4 miliardi di dollari da circa 249 milioni di persone.

Anche in diverse città italiane si punta quest’anno sugli sconti dell’ultimo venerdì di novembre per ridare un po’ di ossigeno allo shopping, complice la capillare diffusione di brand americani nel Paese. Amazon, con la sua Black Friday Week, cavalca l’onda in Italia: centinaia di offerte, con un lasso di tempo determinato, si susseguiranno dal 24 al 30 novembre. Anche Apple si da’ da fare e da qualche anno propone uno sconto dal 10% su tutti i suoi prodotti durante il Black Friday.

Quest’anno però questo venerdì di acquisti sarà diverso. Gli statunitensi stanno già affollando le strade della maggiori città nei giorni immediatamente precedenti il 28 novembre, da New York a Los Angeles, da Seattle a Chicago e a Washington, e non in preparazione ad uno shopping sfrenato, ma per protestare e chiedere una maggiore giustizia a seguito della decisione di non incriminare il poliziotto che uccise Michael Brown a Ferguson (Missouri) nel mese di agosto. Oltre alle proteste che stanno infiammando gli Stati Uniti, tanti sono gli appelli sui social network per boicottare proprio il Black Friday attraverso gli hashtag #notonedime (neanche un centesimo) e #boycottBlackfriday. Dal re dell’hip-hop Russell Simmons all’attrice di Vampire Diaries Kat Graham, anche molti a Hollywood hanno invitato i loro follower al boicottaggio.