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Nucleare. Prolungamento negoziati come vittoria dell'Iran

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Nucleare. Prolungamento negoziati come vittoria dell'Iran

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“La comunità internazionale non è riuscita a mettere in ginocchio l’Iran nè ci riuscirà in futuro”. Le parole dell’Ayatollah Ali Khamenei all’indomani della decisione di prolungare i negoziati sul programma nucleare iraniano danno una chiave di lettura piuttosto esaustiva sull’evolvere delle trattative. Per lo meno corrispondono all’interpretazione di diversi esperti in Scienze Politiche a Washington.

David Albright, Presidente dell’Institute for Science and International Security: “Sarà molto difficile ottenere un compromesso e alla fine la domanda è sempre la stessa: perchè i negoziatori iraniani non mostrano maggiore flessibilità? Allora bisogna tornare alla visione della Guida Suprema e dell’elite al potere a Teheran che sostanzialmente non vuole un accordo”.

Il prolungamento di 7 mesi dei negoziati a Vienna rispecchia l’irriducibilità della posizioni dell’Occidente da un lato e dell’Iran dall’altro. E i Repubblicani la leggono come una sconfitta della linea di Barack Obama.

Michael Doran, dello Hudson Institute: “Non credo che otterremo alcun accordo. O meglio: arriveremo a un accordo solo nel caso in cui gli Stati Uniti e gli altri membri del gruppo 5+1 capitolino completamente e concedano agli iraniani esattamente quel che vogliono”.

Stefan Grobe, euronews, Washington: “Le trattative sul nucleare iraniano sono ormai il tema che più divide negli Stati Uniti. I Repubblicani vogliono imporre a Teheran sanzioni più dure, ma il Presidente Obama è convinto che sia solo il modo per far saltare i negoziati e portare una maggiore instabilità in tutto il Medio Oriente. Per ora i negoziati continuano. Senza che nessuno si faccia male”.