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Ferguson. Nuove proteste dopo il proscioglimento di Darren Wilson

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Ferguson. Nuove proteste dopo il proscioglimento di Darren Wilson

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La frattura raziale incendia per la seconda notte Ferguson, nel Missouri, dopo la decisione del gran giurì di non incriminare il poliziotto bianco che l’estate scorsa ha ucciso un giovane di colore disarmato.

Ma le proteste continuano anche a New York, Washington, Los Angeles, Chicago, Baltimora. Obama ha ammesso ancora una volta di comprendere la rabbia delle minoranze rispetto a un sentimento d’ingiustizia, ma ha condannato senz’appello ogni violenza.

“Tutti coloro che ritengono che quanto accaduto a Ferguson sia una scusa per usare la violenza, sappiano che non ho alcuna comprensione per questo atteggiamento, non ho comprensione per chi distrugge la propria comunità” ha detto il Presidente degli Stati Uniti. “Ma per la stragrande maggioranza delle persone che semplicemente si sente frustrata, addolorata perchè ha la sensazione che certe minoranze non siano trattate giustamente o che alcuni individui valgano meno di altri, questo sì, lo comprendo”.

Ieri intanto per la prima volta dallo scorso 9 agosto, quando ha ucciso con 6 colpi di pistola Michael Brown, ha parlato pubblicamente Darren Wilson. Ha esposto la sua versione dei fatti, ribadendo di aver subito l’aggressione del giovane di 18 anni e di aver la coscienza a posto. Mi dispiace ma ho solo fatto il mio dovere ha detto Wilson.

Ora, come aveva annunciato il procuratore generale del Missouri, il dossier esaminato dalla giuria popolare – composta da 9 bianchi e 3 neri – verrà reso pubblico. Intanto a Ferguson e nella periferia di Saint Louis si concentrano circa 2.200 uomini delle forze dell’ordine. Come se un degenerare delle proteste sia ormai preventivato.