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Clima: ottobre 2014 il più caldo di sempre, in Italia +2.8 gradi

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Clima: ottobre 2014 il più caldo di sempre, in Italia +2.8 gradi

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Quello appena trascorso è stato l’ottobre più caldo di sempre dal 1880, anno in cui si cominciarono a misurare le temperature globali.

E il 2014 si prepara a battere lo stesso record: i primi 10 mesi sono stati i più caldi mai registrati. La temperatura globale è stata superiore alla media del secolo scorso di 1,22 gradi, secondo l’agenzia federale degli Stati uniti che monitora oceani e atmosfera. E i ghiacciai norvegesi confermano: 33 su 38 si sono ridotti, quello di Grafjell è indietreggiato di 120 metri dal 2000.

“La contrazione è drammatica, se valutata in una prospettiva di lungo periodo”, sostiene Jostein Bakke, professore dell’Università di Bergen.

Le immagini sono evidenti: il ghiacciaio Bondhusbreen è arretarto di 120 metri dal 1981.

In effetti, dal 2000 gli anni freddi sono molto meno frequenti rispetto a quelli caldi. Le tempeste di neve nel nordest degli Stati Uniti rappresentano un’eccezione secondo l’agenzia Noaa, che interessa una superficie minima del pianeta. In Italia, ad esempio, le temperature sono state superiori alla media di 2,8 gradi.

La causa, secondo gli esperti, va ricercata nella temperature torride registrate nelle acque degli oceani. In Marocco, sono almeno 36 i morti a causa delle violente tempeste che hanno inondato il sud del Paese.

Gli effetti si sono manifestati anche in Italia con l’elevata frequenza di eventi estremi, spesso vere e proprie bombe d’acqua. Gli esperti danno la colpa alle elevate temperature registrate nel Mediterraneo.

“Tutto l’inquinamento che abbiamo immesso nell’atmosfera negli ultimi decenni ci ha condannato ad assistere all’aumento di un grado e mezzo della temperatura nei prossimi 50 anni – spiega Rachel Kyte, inviata del cambiamento climatico della World bank – C‘è poco da fare al riguardo, dovremo essere in grado di adattarci a questi cambiamenti”.

Saranno frequenti anche gli episodi di grave siccità, come accade nello stato di Sao Paulo, in Brasile. La principale riserva d’acqua, la diga Cantareira, è quasi a secco. La causa è da ricercare nella cattiva gestione e nella mancanza di investimenti. Ma la questione brasiliana rappresenta un campanello d’allarme per il pianeta: bisogna salvare l’Amazzonia dalla deforestazione.