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Usa, Ferguson non è un caso isolato

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Usa, Ferguson non è un caso isolato

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Nial O’Reilly, Lione: E’ collegato da Washington il nostro corrispondente, Stefan Grobe. Abbiamo visto esplodere la rabbia nelle strade di Ferguson. Qual è l’umore prevalente negli Stati Uniti?

Stefan Grobe, Washington: Ci sono molte comunità come Ferguson, in questo Paese. E il problema non sembra destinato a scomparire tanto presto. Lo stesso presidente Obama vi ha accennato nel suo intervento.
Le minoranze di colore hanno la convinzione radicata che ogni cosa sia rivolta contro di loro, che la legge sia applicata in modo discriminatorio. La profilazione razziale, la pressione della polizia nei quartieri di queste comunità e talvolta l’uso eccessivo della forza da parte degli agenti sono percepiti come ingiusti nell’attuale codice penale.
Ora, alcune di queste cose sono naturalmente l’eredità della discriminazione razziale in questo Paese. E tutto questo odio riemerge in superfice ogni volta che si verifica un caso come quello dell’assassinio di Michael Brown a Ferguson, Missouri.

O’Reilly: Hai citato il presidente Obama. Cosa ne pensi del suo discorso?

Grobe: Prima di tutto, va detto che è molto insolito che il presidente intervenga quando i disordini sono ancora in corso. Come ha spiegato, è necessario che le relazioni razziali siano ripensate per quanto riguarda la gestione dell’ordine pubblico. E la gente deve essere più coinvolta nella vita di comunità. Obama l’ha detto e lo ha ripetuto più volte, non solo la notte scorsa, ma anche in passato. Ed è questo il nodo che dovrà essere sciolto in futuro.